Bologna, 5 dicembre 2017 - «Finalmente ho ottenuto quella giustizia che aspettavo da 11 anni». Così, con la voce incrinata dal pianto, Mirella Serattini ha commentato l’assoluzione pronunciata ieri dal giudice Fabio Cosentino.

Appena uscita dall’aula del tribunale, la donna, 65 anni, ex addetta stampa di un’azienda bolognese, si è lasciata andare: «Sono contenta, ora avrò un po’ di serenità». Mirella era finita a processo per diffamazione dopo la denuncia presentata da una dottoressa, Michela Centrone, ex assistente del chirurgo estetico Stefano Stracciari.

Quest’ultimo nel 2006 iniettò silicone liquido nel viso di Mirella per ‘riempire’ alcune rughe, ma l’intervento si trasformò in un autentico calvario per la paziente, rimasta sfigurata e poi sottoposta a decine di operazioni. Nel 2011 Stracciari è stato condannato in primo grado a 14 mesi per lesioni gravissime, ma il reato si è prescritto in appello.

Per Mirella, intanto, i guai non erano ancora finiti. Nel 2011 infatti l’assistente di Stracciari la denunciò per alcuni post scritti sul forum al femminile.com nei quali, rispondendo ad altre donne, senza mezzi termini la Serattini sconsigliava di rivolgersi alla Centrone, criticandola pesantemente perché, pur presente come tirocinante quando Stracciari le iniettava il silicone liquido, non aveva fatto nulla.

Per Centrone e i suoi legali, le critiche avevano superato la soglia della diffamazione. Ma il giudice ha invece assolto Mirella con formula piena («il fatto non costituisce reato»), mentre il pm aveva chiesto l’assoluzione per la particolare tenuità del fatto.

«Quando ci affidiamo ai medici dobbiamo avere la certezza della tutela della nostra salute – dice Mirella –, invece io ho avuto la vita rovinata, ho perso tutto e sono invalida all’80%. Ho trovato la denuncia di Centrone indegna, invece di scusarsi mi ha trascinata in tribunale. Ora ho creato l’associazione ‘Valere’ a tutela dei pazienti e mi batto per loro».