Bologna, 8 gennaio 2018 – Richiesta di archiviazione per tutti i 22 ex consiglieri regionali Pd che erano finiti nelle maglie dell'inchiesta 'Spese pazze' per i rimborsi chiesti all'amministrazione regionale di spese fatte tra il gennaio 2009 e il maggio 2010.

In questa tranche dell'inchiesta erano finiti nomi 'pesanti' come l'allora presidente della giunta regionale, Vasco Errani (in veste di ex-consigliere) attualmente tra i nomi di spicco di Articolo 1-Mdp, Matteo Richetti ora deputato Dem, Tiziano Tagliani (ora sindaco di Ferrara), Giancarlo Muzzarelli (sindaco di Modena), Paolo Lucchi (attualmente sindaco di Cesena) e Flavio Delbono (il sindaco 'breve' di Bologna).

Nella richiesta di archiviazione, firmata dal procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato e dal pm Morena Plazzi si evidenzia come in alcuni casi esaminati si è in presenza "di spese assolutamente esigue, limitatissime, ovvero spese strettamente collegate all'attività istituzionale" e a questo proposito sono state citate le uniche spese imputate ad Errani "riguardanti esclusivamente l'utilizzo dell'auto con conducente".

In altri casi, nella richiesta di archiviazione è stata riconosciuta la difficoltà per gran parte delle voci critiche di "tracciare una linea di confine" tra spese personali o di attività politica e spese per l'attività consiliare in quanto è stato rilevato un "inevitabile intreccio tra i due livelli". Ora la richiesta della Procura felsinea sarà sottoposta alla pronuncia del gip.

Richiesta di archiviazione anche per Mauro Bosi, Salvatore Caronna (ex segretario regionale del Pd ed ex europarlmentare), Nino Beretta, Marco Barbieri, Massimo Pironi, Roberto Garbi, Gianluca Borghi, Valdimiro Fiammenghi, Mario Mazzotti, Anna Majani, Roberto Montanari, Giuliano Pedulli, Roberto Piva, Gianluca Rivi, Laura Salsi e Damiano Zoffoli  (ora europarlamentare Pd). 

La Procura procederà invece separatamente per la posizione di Marco Monari, ex capogruppo Pd in Regione, il cui nome non risulta tra i 22 ex consiglieri democratici per cui è stata chiesta l'archiviazione dall'accusa di peculato: ovvero per aver utilizzato a scopi personali le somme assegnate al gruppo per l'attività politica degli eletti nella legislatura 2005-2010. Questo significa che a breve la pm Morena Plazzi dovrebbe notificare un avviso di fine indagine all'ex capogruppo, atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio.

Lo scorso dicembre Marco Monari era già stato condannato in primo grado, a una pena di quattro anni e quattro mesi, nell'ambito dell'inchiesta sui rimborsi di tutti i gruppi consiliari per quanto riguarda il periodo 2010-2015. Altri sei ex consiglieri Pd, invece, erano stati assolti.