Bologna, 3 settembre, 2017 - Resta in carcere Mahmoud Majid, il pakistano di 28 anni che la notte tra mercoledì e giovedì ha tentato di stuprare una donna di 38 anni, in via Dozza. L’arresto, eseguito dai carabinieri del nucleo Radiomobile, è stato convalidato dal gip Aldo Resta, venerdì mattina in carcere, dove l’uomo è stato trasportato subito dopo la violenta aggressione, avvenuta intorno alle 2,30.

Il giudice ha disposto, in attesa del processo per violenza sessuale, la custodia cautelare in carcere per Majid, senza fissa dimora e disoccupato, a quanto risulta senza precedenti in Italia. La sera dell’arresto, l’uomo è stato sottoposto ai test tossicologici, per verificare se fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti al momento dell’aggressione alla trentottenne. La donna stava rientrando a casa dopo una serata con gli amici, quando si è imbattuta in Majid che ha iniziato, prima verbalmente, a molestrala. L’uomo, dopo aver tentato più approcci, sempre respinti dalla vittima, l’ha afferrata e trascinata per un braccio in una zona buia della strada, nei pressi di una siepe. Lì l’ha buttata a terra, tirandole giù i pantaloni e mettendole una mano sulla bocca perché non urlasse. L’ha anche colpita con alcuni schiaffi, perché lei, disperata, si dimenava per liberarsi dalla presa. In quel momento è riuscita a gridare e richiamare l’attenzione di un automobilista che passava di lì ed ha chiamato i carabinieri, descrivendogli la scena a cui stava assistendo.

Fortuna ha voluto che due pattuglie del Radiomobile fossero in servizio di controllo proprio in zona Mazzini: i carabinieri sono così riusciti ad arrivare in brevissimo tempo in via Dozza, trovando vittima e carnefice uno di fronte all’altra, in piedi. Lei, approfittando di un attimo di distrazione di Majid era infatti riuscita a rialzarsi e tirarsi su i pantaloni. Ma non poteva scappare, bloccata dall’uomo che le si era parato davanti.

I militari dell’Arma hanno immobilizzato e arrestato in flagranza il pakistano per violenza sessuale. Solo la loro tempestività ha permesso di evitare che la situazione finisse ancora peggio. Lei, sconvolta, è stata accompagnata al Sant’Orsola per essere visitata. Per le abrasioni riportate durante la colluttazione e lo stato di choc, i medici hanno stimato una prognosi di cinque giorni.