Bologna, 21 febbraio 2016 - 1978, Bologna, corso di Semiotica: o arrivi mezz’ora prima, o stai in piedi. Io ero in piedi, stipata contro al muro. Il tema (che allora andava di moda) era: il significato e il significante. Non ho mai ammesso di non capire cosa avesse di così seducente un argomento che si nutriva di parole e come avrebbe potuto essermi utile per trovare un lavoro.

Ad un certo punto fa: «immaginate di essere su un treno, con gli occhi chiusi, e sentire all’improvviso un odore schifoso: non c’è bisogno di guardare fuori dal finestrino (dal quale vedi i depositi di idrocarburi che forniscono il Norditalia) per capire che state passando per la tratta Pero-Rho».

In mezzo a tutti quegli studenti che venivano da tutte le parti d’Italia e forse non sapevano nemmeno dov’era Pero o Rho, ho avvertito una vicinanza esclusiva. Io quell’odore non lo dovevo immaginare, lo conoscevo. Un episodio minimo, da cui però trae origine la mia scelta professionale. Grazie Umberto.