Bologna, 22 novembre 2016 - Adesso e’ legge, ed e’ la prima varata da una Regione italiana: per poter frequentare gli asili nido dell’Emilia-Romagna i bambini dovranno essere vaccinati. Lo prevede il progetto di legge della Giunta regionale di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia e approvato oggi dall’Assemblea legislativa con 27 voti favorevoli (Pd), 5 no (M5s) e 10 astenuti (Sel, Ln, Fdi, Fi).

L’articolo 6, quello che introduce l’obbligatorieta’ dei vaccini, e’ stato votato da Pd, Sel, Fdi, Fi; contrario il M5s, astenuta la Ln. Nel ridisegnare i servizi 0-3 anni, la norma introduce come requisito d’accesso a quegli stessi servizi, pubblici e privati, “l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente”, e quindi aver somministrato ai minori l’antipolio, l’antidifterica, l’antitetanica e l’antiepatite B.

“Anche in questi giorni abbiamo letto di un contatto col batterio della difterite in Italia e sentito il presidente dell’Istituto superiore di sanita’, Walter Ricciardi, ipotizzare il ritorno della poliomelite, malattie che sembravano sconfitte - afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini -. La nostra legge e’ dunque a tutela della salute pubblica, cioe’ delle nostre comunita’, e soprattutto dei bambini piu’ deboli, quelli che per motivi di salute, immunodepressi o con gravi patologie croniche, non possono essere vaccinati e che sono quindi piu’ esposti a contagi. Siamo i primi in Italia ad adottare questa misura, aprendo la strada, visto che altre Regioni intendono fare lo stesso e che se ne parli come di un provvedimento di interesse nazionale”.

In Emilia-Romagna la percentuale di bambini vaccinati e’ notevolmente diminuita negli ultimi anni - prosegue Bonaccini -, dal 2014 e’ scesa al di sotto del livello di sicurezza del 95% e nel 2015 la copertura per le quattro vaccinazioni obbligatorie ha raggiunto il 93,4% rappresentando un potenziale rischio per la salute della collettivita’. I genitori hanno cambiato atteggiamento verso le vaccinazioni pediatriche, soprattutto per via di informazioni non corrette e prive di basi scientifiche che vengono diffuse in particolare online. Viceversa, noi abbiamo deciso che la salute delle persone va garantita e protetta, non lasciata a improbabili convinzioni o, per usare le recenti parole sui vaccini del presidente Repubblica, Mattarella, a sconsiderate affermazioni prive di fondamento”.

La percentuale di vaccinati che garantisce la migliore protezione a tutta la popolazione deve essere superiore al 95%, limite indicato dall’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms). In Emilia-Romagna tale copertura e’ stata del 93,4% nel 2015 dopo essere scesa al di sotto di quella richiesta nel 2014, quando arrivo’ al 94,5%. Nel 2010 era al 96,5%. L’anno scorso solo i territori di tre Ausl sono risultati al di sopra del 95%: Imola, la piu’ alta, con il 95,8% (rispetto al 95,3% del 2014), Parma con il 95,6% (95% l’anno precedente) e Piacenza sempre con il 95,6% (95,7%). Al di sotto tutte le altre: Modena col 94,1% (dal 94,7% del 2015), Reggio Emilia col 93,7% (95,2%), Ferrara col 93,6% (96,1%) e Bologna col 93,5% (95,2%). Dati ancor piu’ negativi per la Ausl unica della Romagna, che sempre nel 2015 ha fatto registrare una copertura pari al 92,3% rispetto al 91,1% dell’anno precedente. Prendendo le singole aree, si ha Rimini con l’87,5%, in leggera salita rispetto all’87,3% del 2014, poi Cesena con l’89,4% (92,5%), Forli’ con il 93% (94,5%) e Ravenna con il 94,3% (95,2%) (in allegato l’andamento della copertura vaccinale nelle singole Ausl nei singoli anni a partire dal 2010).

“Non ci stancheremo mai di ribadirlo: i vaccini sono una delle piu’ importanti scoperte scientifiche nella storia della medicina e rappresentano lo strumento piu’ efficace e sicuro, a livello individuale e collettivo, per proteggere le persone, in particolare i bambini - sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi -. La globalizzazione ha determinato l’emergere o il riemergere di malattie infettive importanti e i confini nazionali non sono piu’ una barriera per la loro diffusione. Per questo la battaglia per le vaccinazioni deve continuare, per non perdere quello che si e’ conquistato in questi decenni. Come Regione crediamo fortemente, e quindi investiamo costantemente, nella prevenzione: in quest’ottica i vaccini costituiscono indubbiamente gli interventi di maggiore efficacia”.