Vergato (Bologna), 27 giugno 2017 - Valeria non ha paura. Non ne avrebbe neppure il tempo perché, oltre al suo lavoro, ha scelto di occuparsi, da sola, della cura quotidiana di 49 animali (oltre a galline e anatre in quantità variabile) arrivati in questa specie di Arca di Noè dalle più svariate storie di abbandono. Ma soprattutto non ha il carattere di chi si fa intimidire dalla raffica di violenze e di ritorsioni subite nel corso degli ultimi sei anni. Ovvero da quando ha deciso di lasciare la città per tornare ad abitare la casa-osteria di nonno Ernesto: una grande casa in sasso ben lesionata e abbandonata da anni nel piccolo borgo intorno alla chiesa di Prunarolo, comunità appenninica di Vergato. È qui che ha sede il rifugio del Movimento per la tutela dell’ambiente che fondò nel 1992 il padre Ettore. 

Ed è qui che si sono verificati i fatti di cui ha dato notizia il deputato bolognese Paolo Bernini, portavoce del Movimento 5 stelle alla Camera: «La presidente di questa piccola associazione animalista è una ragazza vegana che ha deciso di dedicare la sua vita agli animali che ha salvato da situazioni di maltrattamento», ha denunciato il parlamentare, che un mese fa ha visitato l’oasi di Prunarolo insieme ad altre associazioni che collaborano con il movimento di cui Valeria Dall’Oca è presidente. 

«In questo piccolo paradiso, in cui tanti animali hanno trovato la salvezza c’è però qualcuno che non vuole bene né a Valeria, né ai suoi animali. Negli ultimi mesi le si sono intrufolati in casa, le hanno ucciso le galline, le han fatto trovare un capretto con la colonna vertebrale rotta, e, pochi giorni fa, hanno staccato le zampette e la testa a un gattino della sua colonia felina, per poi metterle in una ciotola con le crocchette davanti a casa. Valeria ha sporto denuncia diverse volte, ma ad oggi, a distanza di più di un anno, non risulterebbe esserci nessun iscritto nel registro degli indagati», commenta Bernini che ha spiegato di avere scritto ai ministeri della giustizia e della difesa e ai carabinieri di Vergato affinché si indaghi a fondo su quanto avvenuto.

Lei, Valeria, 42 anni, rappresentante di commercio e progettista nel campo dell’edilizia, da dieci anni convertita alla dieta e alla filosofia vegana, si difende come può: ha messo una telecamera puntata sulla strada e un lucchetto al cancello, e spera che l’ostilità che ha armato le gesta dei bracconieri del luogo (sono loro, a suo dire, i probabili esecutori delle violenze) si fermino di fronte alle denunce e alle reazioni dell’opinione pubblica.