Bologna, 25 luglio 2017 - Le modalità di riapertura delle vie d’acqua sotterranee e la riqualificazione del Canale Navile sono il tema della proposta di valorizzazione che sarà presentata mercoledì al Battiferro da Associazione Vitruvio, Museo del Patrimonio industriale, Comitato Salviamo il Navile, Legambiente, Wwf, Croce Rossa Italiana, GArBo Giovani Architetti, Gaf Gruppo d’azione fluviale giornalisti di settore. Il sistema dei canali di Bologna venne creato allo scopo di collegare la città con il mare Adriatico e per fornire acqua ed energia meccanica agli opifici della città.

Già nel Medioevo la funzione dei corsi d’acqua era ben chiara ai bolognesi, che ne hanno colta l’importanza e si sono ingegnati per sfruttarli al meglio. Gli usi erano differenti: servivano a portare acqua per irrigare orti e vigneti entro le mura cittadine; erano utilizzati per fare defluire fuori dalla città le ‘acque nere’ e per fornire energia meccanica all’industria manifatturiera, erano anche fondamentali per il commercio, che li utilizzava per collegare Bologna (allora capitale mondiale della seta), al resto del mondo. Tenere in ordine le vie d’acqua, dunque, era una priorità per poter poi svolgere le attività produttive.

Negli scorsi anni la bellezza e la storia degli antichi canali, era stata valorizzata grazie anche a visite guidate e iniziative dedicate. Dal 2011 però le vie d’acqua che attraversano il centro storico di Bologna sono chiuse. Dopo un lungo percorso di dialogo con le istituzioni, il gruppo di lavoro ha realizzato la stesura di una sorta di «manuale d’uso» per promuovere e garantire la cura costante del territorio coinvolto e che porterà anche benefici ambientali nella zona del Canale Navile.