Bologna, 13 gennaio 2018 - Fotografie di vita, vedere per credere. Non è una massima di san Tommaso, ma la sintesi perfetta della giornata di oggi, in cui il Carlino ha premiato i vincitori di ‘Vota il tuo presepe’. Numeri da capogiro per la nostra iniziativa giunta alla seconda edizione, più di trenta le natività votate, quasi 4000 i tagliandi arrivati in redazione (FOTO).

Una partecipazione che viene non solo dalla città, ma anche dalla provincia, a cui il quotidiano è particolarmente affezionato. "Complimenti a tutti i presepi, opere di alta ingegneria – è il benvenuto del direttore di QN-il Resto del Carlino, Andrea Cangini – sono un momento magico, un omaggio alla famiglia, che evoca prima di tutto la misericordia del clima natalizio". Fa parte di una "impossibile da espellere, perché vorrebbe dire rinunciare a una parte di noi stessi, del resto parola di Benedetto Croce: non possiamo non dirci Cristiani".

Alla premiazione anche l'arcivescvo monsignor Matteo Zuppi: "Il presepe non stanca mai, è il simbolo di Dio che si fa carne, per ricordarci della nostra condizione di uomini. L'accoglienza è una casa, che è questa: la nostra. Una casa bellissima che ci invidiano tutti e della quale il presepe è tanta parte".

Un dettaglio del presepe di piazza Capitini, vincitore di questa edzioneIl palco quindi ai vincitori, omaggiati di una targa commemorativa direttamente dalle mani dell’arcivescovo: primo classificato, con quasi 2000 preferenze, il presepe di Piazza Capitini alla Barca. Allestito da Corrado Mattei è una natività di quartiere importante per il tessuto sociale che richiama, un punto di ritrovo quotidiano per bambini e adulti. L’opera, interamente meccanica, è dedicata al lavoro in tutte le sue forme, ogni grotta racconta una professione, e c’è anche un omaggio al Carlino: un edificio stilizzato in cui i dipendenti caricano pacchi di giornali su un carro.

Seconda piazza per il centro sociale Malpensa di San Lazzaro di Savena. Un presepe bidimensionale, personaggi a grandezza naturale dipinti a mano da Franco Spinelli, fra i quali ritroviamo i grandi pezzi della storia dell’arte. Ma non solo, ogni anno viene aggiunto il ritratto di chi l’opera viene ad ammirarla, omaggio che dall’iconografia classica si sposta alla quotidianità di cui facciamo parte.

Terzo il presepe di Walther Tonelli della Pasticceria Aurora di Ceretolo, una vera e propria istituzione ed esempio di solidarietà: le offerte dei visitatori vengono devolute ogni anno alla comunità Arca di Minerbio.

Dal quarto al decimo posto: il presepe di Betlemme, tutto in polistirolo, allestito nella parrocchia di Baricella da Pietro Montanari, la storica natività di via Azzurra che, grazie alla fantasia di Michele Chimienti, ogni anno conta oltre 20.000 visitatori. I 42 presepi di Sassomolare, il piccolo borgo dell’appennino che conta solo 25 anime. Settimo, il centro sociale di villa Torchi, frutto della passione di Giuseppe Grimandi. Seguono a pari merito il prestigioso presepe curato da Stefano Tavani per le suore di piazza della Pioggia, e la natività di Selva Malvezzi allestita nella chiesa di Santa Croce. Chiude “Conchiglie e uncinetto”, l’originale creazione del sindaco di Zola ispirata da una giornata al mare.

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