Bologna, 11 giugno 2015 - Un mix di psicologia e nuove tecnologie per salvare la vita ai ciclisti. E’ al via il progetto europeo XCycle, coordinato da Luca Pietrantoni del Dipartimento di Psicologia dell’Alma Mater di Bologna. Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare strumenti e mezzi che aiutino i ciclisti a pedalare in sicurezza nel traffico cittadino, incentivando così l’uso della bicicletta. Da un lato si lavorerà sul fronte della tecnologia, ad esempio per migliorare la rilevazione dei ciclisti da parte di auto, moto e camion.

L’idea è sviluppare “sistemi all’avanguardia - spiega l’Ateneo - basati su interfacce che informino sia il conducente sia il ciclista di un possibile pericolo, con particolare attenzione agli incroci”. Dal momento che “udito e vista sono già superstimolati, la segnalazione di pericolo sarà basata sul canale tattile attraverso stimoli provenienti da sedili, maniglie, volante, pedali o direttamente dal sito stradale”. Allo stesso tempo si lavorerà anche sul lato psicologico, analizzando comportamenti e processi percettivi e cognitivi dei ciclisti e degli automobilisti. In particolare, il progetto proporrà soluzioni per affrontare due casi: l’interazione tra biciclette e automobili (o mezzi pesanti) agli incroci e la predisposizione di una corsia “verde” per i ciclisti che si avvicinano alla segnaletica.

Le soluzioni elaborate dal progetto XCycle saranno testate e valutate in una nuova infrastruttura per l’educazione stradale sorta nella città di Braunschweig, in Germania, utilizzando una bicicletta “tecnologica” studiata appositamente e dotata di specifici sensori. XCyxle avrà una durata di 42 mesi ed è stato finanziato dalla Ue nell’ambito del Horizon 2020. In Italia, sottolinea l’Ateneo, ogni anno sono 17.000 gli incidenti che coinvolgono ciclisti, con una media di 50 al giorno. In caso di incidente, solo il 5% dei ciclisti rimane incolume e ogni anno muoiono circa 300 ciclisti solo in Italia.