Sarà messo all’asta domenica, in occasione della sagra di Savigno. Grazie al gesto di Stefano Italia, nuovi fondi per il restauro della basilica
Bologna, 19 novembre 2010 - ANCHE l’Appennino si mobilita per salvare le sette chiese di Bologna. Lo fa nel nome della Trifola poiché Stefano Italia, che insieme con la mamma Graziana Benuzzi gestisce a Savigno la trattoria «Lina», dopo avere acquistato da un cercatore locale una palla di tartufo di un kg e 120 grammi, si è deciso a metterla in vendita in un’asta pubblica di beneficienza. Accadrà domenica in occasione del terzo ed ultimo appuntamento della 27ª edizione della sagra dedicata al prelibato tubero per iniziativa di Comune, Pro Loco e delle altre associazioni.
Stefano Italia, insieme con il figlio Gian Marco e del presidente dell’associazione Lagotto romagnolo Fabio Federici che aveva venduto il cane all’esperto tartufaio, si è incontrato con lui portando al buon fine la trattativa. «Questa persona — racconta — era emozionatissima al momento della straordinaria scoperta ed infatti ha leggermente incrinato l’enorme tartufo ora in mio possesso. L’ho messo a disposizione del sindaco e degli altri organizzatori della sagra per allestire una vendita in pubblico. Saranno loro a stabilirne le modalità. L’importante è che il ricavato — aggiunge Italia — vada a favore dell’opera intrapresa dal carlino insieme con il Rettore della Basilica di Santo Stefano don Sergio Livi e di padre Ildefonso Chessa regista dell’operazione che sta raccogliendo i fondi per il restauri».
Da ricordare che don Sergio e padre Ildefonso sono inoltre titolari di altrettante parrocchie di Savigno: il primo sacerdote a San Prospero e l’altro a San Cristoforo di Vedegheto. Alle loro parole di apprezzamento per il gesto di Stefano Italia, si aggiungono quelle del primo cittadino. «Innanzitutto — dice Augusto Casini Ropa — è da apprezzare enormemente la generosità dimostrata dal titolare della trattoria Lina; gli fa davvero onore questa straordinaria iniziativa di mettere a disposizione della collettività un bene così prezioso. Non è roba da tutti i giorni prendere una simile decisione che in definitiva è tutta protesa a valorizzare il nostro paese in un legame più stretto con la basilica di Santo Stefano».
Casini Ropa fa presente che si sta lavorando per organizzare al meglio quello che domenica pomeriggio sarà il momento clou della terza manche della sagra. Tutto è pronto a Savigno per accogliere l’ennenisma invasione di migliaia di turisti buongustai, ma anche, in questa circostanza di ospiti intenzionati a sostenere una così importante iniziativa finalizzata al recupero delle sette chiese.
g. cal.
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