Speciale Santo Stefano

cultura

Parole di canto e di speranza
per il futuro delle Sette Chiese

Pubblico incantato nella chiesa del Crocifisso in Santo Stefano per lo spettacolo di Lucio Dalla e Marco Alemanno. Anche questo evento inserito nella campagna di aiuti per i restauri

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QUANDO venne a leggere i suoi versi nel chiostro, Alda Merini confidò a dom Ildefonso Chessa che qui finalmente era riuscita a trovare la sua pace. «E sono sicuro che dall’alto dei cieli ci stia guardando anche in questo momento, magari mentre fuma, e sia contenta dell’occasione che Marco e Lucio le stanno dando per testimoniare la sua fede che era profonda e articolata».
Il monaco benedettino olivetano che, assieme al nostro giornale, è l’artefice della rinascita della basilica millenaria — che attende 4 milioni di euro per garantirsi altri 1.600 anni di storia — ha così introdotto lo spettacolo Parole di canto che ieri sera ha stipato la Chiesa del Crocifisso.
A sorpresa, ma nemmeno tanto data la contiguità con le festività, pochi volti noti ma tanta gente comune che non ha voluto far mancare il suo sostegno. Quello che istituzionalmente ha assicurato stavolta la Fondazione del Monte, rappresentata da Angelo Varni: «E’ una iniziativa di grande qualità artistica che si inserisce nel più generale contesto di aiuto a un monumento simbolo di Bologna».
 

PRIMA di concentrarsi per la performance, anche Lucio Dalla ha voluto sottolineare il legame speciale con questo posto: «Già a giugno facemmo Luci sulla Bologna Medioevale convinti del suo valore universale anche in una città laica come la nostra che è sempre in grado di affrontare le cose che la riguardano con lo spirito civico dell’antico Comune». Il cantautore del resto ha voluto anche ricordare la figura della poetessa i cui versi sono alla base dello spettacolo: «Il legame con Alda era improntato a stima ed ammirazione perché lei è stata una delle più grandi poetesse del Novecento. L’idea del reading però è da attribuire a Marco Alemanno e dopo aver debuttato a Piacenza e averlo portato in scena ad Assisi, a Parma e nella chiesa di San Francesco a Milano adesso siamo approdati qui per il legame che abbiamo con la nostra città».
 

E QUANTO a impegno, un applauso pubblico ha meritato il direttore di Qn-il Resto del Carlino, Pierluigi Visci che da un anno accompagna con il nostro giornale la mobilitazione della città per le Sette Chiese. A seguire lo spettacolo anche la direttrice regionale dei Beni culturali, Carla Di Francesco, accompagnata da Antonio Forcellino, restauratore, tra i massimi esperti mondiali di Michelangelo. E ancora, la direttrice di Arte Fiera, Silvia Evangelisti, Vincenzo Castiglione, ex giudice della Corte d’appello, il musicista jazz Checco Coniglio, Nino Campisi direttore del Teatro del Navile, Benedetto Zacchiroli, il presidente dei Panificatori Francesco Mafaro. Ma soprattutto tanta, tanta gente comune, oltre 350 persone che hanno apprezzato l’orchestrazione e anche gli inserti canori dello stesso Dalla che ha intonato, come primo regalo dal suo repertorio, Non mi basti mai. Un po’ come succede con i fondi della chiesa: «Siamo a metà del guado» ha quantificato dal pulpito dom Chessa. Anche la presenza così eterogenea e interclassista di ieri sera può essere un buon viatico di speranza per il futuro. Voglio un Cristo anch’io l’ispirato bis, composto quattro anni fa per uno spettacolo sul Cellini.