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Cineteca, via libera della giunta alla Fondazione

Regione: fondi confermati senza entrare nell'ente

L'assessore Ronchi: "Abbiamo stime sui dipendenti che passeranno". Il disaccordo di documentaristi, soggettisti, sceneggiatori e registi

Cineteca di Bologna, restauro delle pellicole
Cineteca di Bologna, restauro delle pellicole

Bologna, 8 novembre 2011 - Un altro passo per la trasformazione della Cineteca di Bologna in Fondazione. Oggi la giunta Merola ha approvato la delibera da far approvare al Consiglio comunale. “Siamo intenzionati ad innovare in maniera consistente il sistema culturale della città e quanto è un passaggio importante dal nostro punto di vista”, spiega l’assessore comunale alla Cultura Alberto Ronchi, che conta di portare a termine l’operazione entro la fine dell’anno.

 

Ma l’assessore, come riporta l'agenzia Dire, per oranon divulga le stime sul numero di dipendenti che sceglierà il passaggio alla Fondazione. “Stiamo chiudendo la trattativa col sindacato, abbiamo inviato le lettere, abbiamo delle stime sui dipendenti che passeranno, ma per avere la certezza bisogna avere la Fondazione”, quando gli attuali dipendenti comunali potranno firmare il nuovo contratto.
Comunque, “sappiamo che una parte dei lavoratori passeranno- prosegue Ronchi- del direttore Farinelli lo so al 100%. Non credo sara’ un problema”. L’operazione alla fine porterà risparmi, ma “non bisogna avere fretta di averli subito- avverte Ronchi- perché purtroppo nella cultura non funziona cosi’”.

 

Ma documentaristi, soggettisti, sceneggiatori e registi non sono convinti: lo status di fondazione porterebbe con sé attività a vocazione commerciale e concorrenza alle piccole imprese dell’audiovisivo: Al ‘fronte del no’ fanno parte le associazioni Cento autori, “D.E-R” documentaristi Emilia-Romagna e Profilm, invita stampa e cittadini.

Il sito della Cineteca, dicono le associazioni, spiega già abbastanza chiaramente quali funzioni vorrà esercitare la futura fondazione. Cioé , attività di produzione cinematografica e audiovisiva, gestione della Film commission di Bologna e dei bandi di finanziamento alla produzione cinematografica e audiovisiva e potenziamento dell’esercenza cinematografica. Ma “D.E-R”, Profilm e Cento autori “esprimono disaccordo” per questa “molteplicità di funzioni che la Cineteca in veste di Fondazione eserciterebbe” e che “potrebbero contrastare con l’attività e lo sviluppo della pluralità delle imprese dell’audiovisivo emiliano-romagnolo”.

 

Per questa ragione si chiede al Comune “un tavolo di confronto, vero e sostanziale”, sulla Cineteca per trovare soluzioni “che riteniamo esistere ed essere praticabili”, e che siano alternative a quelle che si realizzerebbero se la Fondazione concentrasse in se’ “attività commerciali, estranee alle funzioni di una Cineteca”.

Ma l'assessore Ronchi assicura che la Cineteca “non ha intenzione di cimentarsi in produzioni cinematografiche”. Sia perché “non ritengo che sia tra le sue missioni”, sia perche’, “lo dico a scanso di equivoci, non ci sono i soldi”. I timori di registi e documentaristi, ribadisce l’assessore, “sono infondati”, visto che “quello che ci interessa è che la Cineteca si occupi di restauri e di attività connesse a questo tema”, cosa che oggi può fare solo parzialmente, essendo una istituzione del Comune di Bologna. Ronchi poi, assicura che anche nel protocollo d’intesa con la Regione non si parla di produzione, “ciò che conta è salvaguardare i fondi” che finora viale Aldo Moro ha erogato.

 

La Regione Emilia-Romagna è orientata infatti a confermare i fondi attuali alla Cineteca di Bologna che si avvia a trasformarsi in Fondazione, ma senza entrare nella compagine del nuovo ente. Lo ha precisato l’assessore regionale alla cultura, Massimo Mezzetti.
Precisazioni sulla posizione della Regione nel passaggio dallo status di ‘Autonoma istituzione comunale’ voluto dal Comune di Bologna nel 1995 a quello di Fondazione, erano state chieste nei giorni scorsi dai consiglieri regionali Roberto Sconciaforni (Fds) e Gian Guido Naldi (Sel).
In una interrogazione, avevano affermato che ‘’la Cineteca beneficia di un fondo stato regione in cui è coinvolta la Regione Emilia-Romagna di circa 1,5 milioni di euro’’, chiedendo alla Giunta ‘’se e con quali modalità economiche ed organizzative la Regione partecipera’ alla futura Fondazione’’, puntando a ‘’garantire la continuità e il livello dell’attività culturale della Cineteca’’.

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