Bologna, 4 dicembre 2017 - Sempre più sola BolognaFiere, che i piani della Regione volevano, sulla carta, a capo di un unico polo fieristico regionale. E invece dopo la fusione tra Rimini e Vicenza, ecco arrivare nelle ultime ore anche quello tra la Fiera di Verona e quella di Parma, unite in Vpe (Verona Parma Exibitions), superando in fatturato Bologna, fino ad oggi secondo polo fieristico a livello nazionale, per fatturato consolidato 2016 (127 milioni di euro) e per superficie lorda coperta (283 mila metri quadrati).

La nuova società appena nata sarà il primo polo per l’agroalimentare, grazie all’unione tra Cibus Parma e Vinitaly, che diventerà ‘Wi.Bev - International wine&beverage technologies event’, dedicata al settore delle tecnologie per i wine&beverage. “Oggi occorre ragionare con logiche nuove di sistema e questa partnership rafforza la nostra presenza nel settore fieristico”. Per Maurizio Danese, presidente di Veronafiere, “l’accordo rafforza la competitività dell’intero sistema fieristico italiano come leva per il business dei propri clienti, che sono in primis piccole e medie aziende e grandi gruppi industriali”. L’obiettivo minimo fissato per il primo anno è di circa un milione di euro di ricavi “che triplicheranno nel triennio successivo”, assicura Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, che non nasconde “l’intenzione di effettuare acquisizioni sui mercati internazionali”.