Bologna, 7 gennaio 2017 - È Daniele Furlanetto (figlio di Aldo, fondatore della Furla e già a capo della Saiet, telecomunicazioni) il nuovo presidente dell’assemblea della Fondazione Carisbo. Una carica che torna ad essere distinta da quella del presidente della Fondazione stessa, che rimane Leone Sibani. Così era nei primi anni di vita della Fondazione, dal 1991 in poi, fino a che nel 2013, su indicazione dell’Acri (l’associazione delle fondazioni bancarie italiane, la carica del ‘parlamentino’ di Casa Saraceni), l’assemblea dei soci era stata associata a quella del presidente della Fondazione.

Sei mesi fa, però, alcuni membri del Cda avevano chiesto a Sibani di separare di nuovo le due cariche. Ne era seguita una lettera firmata da 65 soci su 90, che stamattina si è concretizzata nella nomina per acclamazione del nuovo presidente, e anche di un vicepresidente: Lucio Strazziari.

Ieri è stata anche la prima volta da socio del rettore Francesco Ubertini, nuovo membro di diritto dopo la modifica dello statuto, la cui candidatura, proposta da 48 soci, era stata impallinata poi dal voto segreto. Assente giustificato l’altro nuovo socio di diritto, l’arcivescovo Matteo Maria Zuppi. Stamattina è stato anche votato il nuovo collegio di garanzia, che avrà proprio il compito di vagliare le nuove candidature. Ne fanno parte: Francesco Pintor, Giordano Jacchia, Sergio Jovino, Giorgio Baratti, Enrico Lorenzini, più i due supplenti Roberto Di Bartolomeo e Piera Filippi.

Saranno loro a dover vagliare i curricula dei dodici candidati per dieci posti da socio. Eccoli: l’imprenditrice Carlotta Minarelli, lo storico Alberto Melloni, la docente Marina Timoteo, la storica dell’arte Daniela Scaglietti Kalescian, il revisore dei conti della Fondazione Remo Cuoghi, Antonio Matacena, docente di economia, la cooperatrice Patrizia Pasini, il presidente di Unindustria, Alberto Vacchi, quello di Confindustria Emilia Romagna, Maurizio Marchesini, l’urbanista Piero Secondini, il senatore Pierferdinando Casini e l’ex direttore regionale di Intesa San Paolo, Luca Severini. Anche se per quest’ultimo, ora a capo della divisione Toscana e Umbria della banca, non ci sarebbe la condizione della residenza o il domicilio nell’area metropolitana. L’elezione avverrà, probabilmente, tra febbraio e marzo.