Bologna, 21 marzo 2017 - Nel 1946, a guerra appena finita, Walter Neri ebbe ben chiaro che, oltre a ricostruire case e palazzi, qualcuno avrebbe dovuto pensare a fare ripartire le macchine degli artigiani. Nacque così, come piccola bottega nel centro di San Giovanni in Persiceto, la Neri Motori, che oggi occupa 90 persone e fattura 22 milioni di euro, per la metà realizzati all’estero.

Aldo Neri, amministratore unico, lei è la seconda generazione. Siete rimasti un’impresa familiare?

«Assolutamente. Lo reputiamo un valore da non disperdere: la terza generazione, con mio nipote Lorenzo, è già in azienda».

Però non riparate più motori altrui.

«Abbiamo smesso nel 1996, con l’apertura dell’attuale stabilimento, poi raddoppiato nel 2014, e che nel prossimo futuro crescerà ancora. Ma la produzione di motori nostri in realtà era partita da subito: i miei genitori si resero conto presto di essere in grado di produrre motori ben migliori di quelli che riparavano».

Che tipo di motori?

«Motori elettrici asincroni, a corrente alternata, con potenze che vanno dai 90 watt fino ai 30 kilowatt. Ne produciamo circa 210mila all’anno, una media di mille al giorno. I campi d’applicazione sono i più svariati: macchine automatiche, industria alimentare, porte industriali, impianti per la produzione della ceramica, ma anche autolavaggi e pale eoliche».

Il suo arrivo in azienda, negli anni ‘70, coincise con la prima trasformazione della Neri Motori.

«Ero appena diventato perito elettrotecnico. Mio padre e mia madre mi chiesero di aiutarli e io accettai di buon grado. Il momento era propizio: qualche anno prima avevamo lasciato la bottega artigianale per trasferirci in un vero stabilimento. Decidemmo così di ampliare la gamma dei nostri prodotti e di organizzare il lavoro in modo industriale. Fu tutto molto entusiasmante. E lo è tuttora».

Si fa per dire?

«No, no, affatto. Se non si è mossi dalla passione è impossibile fare lo stesso lavoro per così tanto tempo. La passione e l’entusiasmo per questo mestiere sono i valori più importanti che mi hanno lasciato in eredità i miei genitori, e rappresentano ancora oggi la linfa vitale che ci fa crescere».

Gli altri ingredienti?

«È fondamentale lo sviluppo continuo, in tutti i settori: nella messa a punto di nuovi prodotti e nel miglioramento di quelli esistenti, nella ricerca, con le collaborazioni con l’Università di Bologna, nell’organizzazione del lavoro, che stiamo rivoluzionando con l’introduzione del metodo kaizen del miglioramento continuo, in stile Toyota. E infine nella ricerca del benessere per i dipendenti».

In che modo?

«Dall’anno scorso è attivo ‘Neri motori’ con te: uno spazio di ascolto con la collaborazione di esperti e figure professionali ad hoc per il benessere psicofisico del personale. Benessere che passa anche dal miglioramento dell’ambiente lavorativo e da momenti di condivisione, come la festa con le nostre famiglie per inaugurare il nuovo stabilimento: ci è piaciuta e la rifaremo».