Bologna, 5 gennaio 2017 - La notizia è di quelle che lasciano di sasso, ma a cui in qualche modo, conoscendo le sue gravi condizioni di salute, eravamo preparati. Alle 19 di mercoledì sera, nell’Istituto Sant’Anna in cui era ricoverato da un paio di mesi, si è spento, all’età di 79 anni, Ezio Pascutti.

L’ex pilastro del Bologna di Bernardini, che mise in bacheca il settimo scudetto della storia rossoblù nella stagione 1963-64, il formidabile cannoniere capace di realizzare 130 reti in 296 partite ufficiali giocate con la maglia del Bologna dal 1955 al 1969 (foto), si è arreso a una grave forma di insufficienza renale che già ad ottobre lo aveva costretto al ricovero nella struttura cittadina. Da allora la famiglia, che aveva deciso di rendere pubblica la notizia delle sue gravi condizioni di salute proprio sulle colonne del nostro giornale, gli è stata sempre al fianco, nelle figure della moglie Emanuela e della figlia Alessandra. Proprio Emanuela una decina di giorni fa, a seguito di una caduta accidentale in casa, era stata ricoverata all’ospedale Sant’Orsola, dove tuttora si trova. Fatalità ha dunque voluto che non potesse tenere la mano al suo amato Ezio nel momento del trapasso.

Pascutti era nato a Mortegliano (Udine) l’1 giugno 1937. Arrivato a Bologna giovanissimo, ne aveva fatto la sua seconda casa. Da sempre viveva in un appartamento della palazzina all’angolo tra via Lame e via Riva Reno. Fino a quando le gambe lo hanno sorretto, era facile incontrarlo nel bar sotto casa. Lascia un vuoto incolmabile nel popolo rossoblù, lui che di questa città era diventato uno splendido simbolo. Il sindacoha decretato un giorno di lutto cittadino «in concomitanza dei funerali», non ancora fissati, «in segno di cordoglio per la scomparsa del grande campione del Bologna Fc. Per l'occasione gli edifici del Comune di Bologna esporranno la bandiera comunale listata a lutto». 

Tanti i bolognesi e non solo che lo piangono sul web: da Casini e Di Vaio, sono tantissime le dimostrazioni di affetto per l'ex bomber dello scudetto rossoblù. E lo stesso Pascutti aveva più e più volte testimoniato in interviste il suo affetto per Bologna, che era diventata la 'sua' città.