Bologna, 02 maggio 2017 - La città di Rimini suggerirà ai propri turisti, tra le cose da vedere, anche Fico Eataly World. Viceversa ai visitatori del grande parco agroalimentare che sta sorgendo al mercato ortofrutticolo di Bologna verrà suggerito di concludere la loro visita con un salto in Riviera. È il contenuto di un accordo di collaborazione siglato stamattina, nella Sala Rossa di Palazzo d’Accursio, tra il sindaco di Bologna Virginio Merola, quello di Rimini Andrea Gnassi, l’ad di Fico Eataly World Tiziana Primori e il presidente di Caab e della Fondazione Fico, Andrea Segrè.

Le parti, recita l’accordo, si impegnano a promuoversi vicendevolmente, a favorire il dialogo tra Fondazione Fico e le scuole dei due territori, a diffondere la cultura di un’alimentazione sana e consapevole e a promuovere gli eventi dei due comuni attraverso i canali comunicativi del parco. “Fico – ha spiegato il sindaco Merola – è un grande contributo che la nostra città e la regioe vogliono dare all’agroalimentare del nostro Paese e le sue prospettive di sviluppo. Un progetto unico a livello nazionale e internazionale che avrà una forte attrattività epr il turismo, e in particolare per giovani e famiglie. È perciò importante che sia connesso con tutte le attività commerciali e culturali del nostro territorio”.

Concorda il collega Gnassi: “Credo che la provincia di Rimini e in generale la Riviera debbano guardare a Fico all’opposto di un elemento ostile o concorrenziale. Perché territorio riminese sta investendo molto sulla filiera del cibo, perché le nostre strutture di accoglienza - che è ciò che di meglio sappiamo fare - saranno a disposizione anche dei visitatori di Fico e perché, soprattutto, è impensabile crescere senza fare squadra territoriale e senza politiche di sistema come quella messa in campo oggi”.

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Per Tiziana Primori l’accordo siglato con i comuni di Bologna e Rimini “è soltanto il primo di una lunga serie di accordi e di protocolli che stiamo siglando e vogliamo siglare da qui all’apertura del parco. In Fico ci saranno i Borghi più belli d’Italia, le Regioni, i luoghi patrimonio dell’Unesco e, di sicuro, una serie di accordi siglati con le altre città della via Emilia e con i centri regionali e non. Il motivo è semplice: “Fico vuole raccogliere e raccontare il meglio dell’eccellenza enogastronomica ed agroalimentare italiana che proviene da tutti i territori nazionali. Un’eccellenza unica che non può non dialogare con le altre eccellenze italiane.

Secondo Andrea Segrè “l’opportunità di unire la dieta mediterranea che sarà raccontata in Fico e sarà al centro delle attività della fondazione con le eccellenze della via Emilia e gli aspetti del benessere ben declinati nella welness valley riminese offrirà nuove straordinarie occazioni per propmuovere l’educazione alimentare e la cultura della sostenibilità e del benessere”. Poi, semplicemente, è questione di numeri: i risultati che Fico si pone in termini di divulgazione e in termini di numeri - è il leit motiv degli interventi a margine della firma – hanno bisogno di essere supportati in tutti i modi possibili, per far sì che funzioni al meglio”.

Nel frattempo i lavori per l’apertura di Fico fervono. “Oggi – raccontano Segrè e Primori – sono stati piantati gli ulivi, e nei giorni scorsi è avvenuta la semina nei due campi a coltura biodinamica”. Tutto procede per l’inaugurazione che: sarà il 4 ottobre come promesso dal sindaco? “C’è anche l’11 novembre, San Martino, festa dell’agricoltura”, scherza Segrè. La risposta ufficiale di Segrè e Primori, invece, è: “Lavoriamo intensamente per quella data, e per il mese di ottobre”.