Bologna, 9 novembre 2017 - "Un'Expo permanente per la filiera dell'agroalimentare made in Italy". Ecco, nelle parole di Oscar Farinetti cos'è Fico, Fabbrica italiana contadina, ossia il più grande parco agroalimentare del mondo che oggi vive la sua prima vera preview, aspettando la grande inaugurazione al pubblico di mercoledì prossimo, 15 novembre e aspettando soprattutto i 6 milioni di visitatori all'anno.

Un parco che nasce con l’obiettivo di diventare la ‘mecca’ del cibo. "Sono andato negli Usa a vedere Disneyworld e a Parigi a vedere Disneyland, ma non con la puzza sotto il naso. Quei luoghi non sono solo business", rivendica il numero uno di Eataly, Oscar Farinetti. E cosi sarà anche Fico: il ticket per accedere al parco, che si estende su una superficie di 10mila metri quadrati, sarà gratuito, aperto ogni giorno dalle 10 a mezzanotte. Nel pomeriggio del 15 novembre sarà attivata la linea Tper dedicata a Fico, FICObus – linea F, sul modello dell’airbus per il Marconi, che con un costo di 5 euro porterà i visitatori dalla stazione direttamente all’interno di Fico. La nuova linea di tram che collegherà la stazione all'area è in arrivo, promette Merola.

Lo speciale Fico Eataly World: tutto quel che c'è da sapere 

DAL CAMPO ALLA FORCHETTA. Davanti all’ingresso principale, i turisti possono trovare il parcheggio delle biciclette, pensate per visitare in tutta comodità il parco, in autonomia o con la guida di appositi ambasciatori. All’interno, infatti, lungo il viale principale, si sviluppa un percorso ciclabile immerso tra gli stand, i chioschi e gli alberi di Fico. L’area esterna copre una superficie di due ettari, con stalle e campi all’aria aperta, dove è possibile osservare da vicino oltre 200 animali tra cavalli, asini, suini, bovini da carne e da latte, ovini e caprini, oche e conigli, galline e api. Oltre 2.000 le coltivazioni: cereali, piante aromatiche, ortaggi e legumi, frutti dimenticati, canapa e lino, barbabietole, tartufi (nel campo si possono anche vedere all'opera i cani da tartufo), agrumi, ulivi e vigneti. Il percorso esterno si conclude con una rappresentazione in miniatura del territorio italiano, con una riproduzione fedele dei monumenti simbolo del Paese, dove grandi e piccini potranno divertirsi giocando a minigolf. 

LE FILIERE. L’area interna copre una superficie di 8 ettari: 40 le fabbriche contadine presenti, con tantissimi laboratori a vista ‘trasparenti’, per far conoscere  e apprezzare l'industria della trasformazione alimentare nostrana, affidata a 150 tra grandi e piccole aziende, alcune delle quali vengono proprio dal Bolognese.  I visitatori possono ammirare tutto il processo produttivo di 6 filiere agroalimentari, “dal campo alla forchetta”, come recita lo slogan del parco: carne, uova e pesce, latte e formaggi, cereali, ortofrutta e conserve, bevande e condimenti, dolce.

LE FABBRICHE: sono i luoghi dove il prodotto viene elaborato sotto gli occhi dei visitatori: dalla materia prima al risultato finale, che di solito è l'unica parte del processo che i consumatori vedono, spesso sugli scaffali del supermercato. E invece qui si può assaporare passaggio per passaggio. Ecco la lista completa: la prosciutteria Ruliano, il Consorzio mortadella Bologna Igp, il salumificio del suino nero Madeo-Savigni, il Consorzio Grana padano, la centrale del latte Granarolo, il Consorzio Parmigiano Reggiano, i salumi di Parma, il caseificio Valsamoggia, la macelleria Zivieri-La Granda, la pasta di Campofilone, il molino a pietra di Molino Grassi, il forno Calzolari, la pasta fresca di SfogliAmo, la riseria Grandi, la pasta secca di grano duro Di Martino, il mulino di semola Casillo, le conserve di frutta e verdura Roboqbo, la fabbrica dei sughi Amerigo, il pomodoro Mutti, la locando dell’uovo di Eurovo, la pescheria Nave errante, i prodotti cosmetici di Oway, i panettoni e i biscotti Balocco, il gelato artigianale di Carpigiani, la torrefazione Lavazza, le caramelle e la liquirizie di Amarelli-Fallani, il miele di Conapi, la pasticceria Palazzolo, i confetti di Sulmona, il cioccolato Venchi, i tartufi Urani, la cantina Cevico, il frantoio Olio Roi, il birrificio Baladin. Ciascuno di questi vende al pubblico i prorpri prodotti.

I RISTORANTIquaranta i punti di ristoro, divisi tra 16 ristoranti, 10 chioschi, 13 chioschi delle fabbriche e 5 bar. Rappresentano tutta la varietà dell'offerta culinaria italiana. Ecco la lista dei ristoranti dove i visitatori potranno fermarsi a mangiare: dall’Osteria del culatello di Antica-Ardenga alla pizzeria di Rosso Pomodoro, dalla pasta di Fico by Amerigo al bistrot della patata di Pizzoli, e poi ancora Zivieri-La Granda, l’'Osteria dei borghi più belli di Italia' del Consorzio Ecce Italia, il Giardino cucina mediterranea, il mare di Guido, la bottega del vino di Fontanafredda, il ristorante Cinque di Enrico Bartolini, l’Acetaia – trattoria gnocco e tigelle di Cognento, l’ulivo bistrot, l’osteria del fritto di Gaetano e Pasquale Torrente e il ristorante Bell’Italia di Camst-Eataly. Proprio Bell’Italia (situato davanti al Centro congressi) è l'area ristoro più grande del parco, con oltre 500 coperti – estendibili fino a mille –, e per l’inaugurazione ha realizzato il dolce di Fico, delizia a base di torta sbrisolona e del frutto simbolo del parco. Ecco la lista completa dei punti di ristoro:

 

LE BOTTEGHE: Continuando il percorso a ‘L’, ideato proprio per permettere ai visitatori di non perdersi neanche uno stand, si trovano i mercati e le botteghe, con formaggi, salumi, santomiele, spezie, fiori, aceto balsamico, oli, vini, birre, liquori e distillati. I turisti possono così fare la spesa, in comodità, prima di arrivare nella zona finale con il bazar e le casse per gli acquisti.

LA DIDATTICA: a Fico c'è anche ampio spazio per la didattica, la formazione e il divertimento: tante aree dedicate allo sport, ai bimbi, alla lettura e ai servizi; sei aule didattiche; sei grandi “giostre” educative dedicate al fuoco, alla terra, al mare, agli animali, al vino e al futuro; 30 eventi e 50 corsi al giorno; il teatro e il cinema; il Centro congressi, modulabile da 50 a 1000 persone; la Fondazione con 4 università.

LA MAPPA: Coltivazioni, fabbriche, mercati e ristoranti. Ecco la mappa per non perdersi:

 

 

FARINETTI. "Vogliamo attrarre qui il mondo. Sei milioni di visitatori sono tanti, ma io ci provo, ce la metteremo tutta. Se arriveranno ci lasceranno un sacco di soldi, che vogliono dire posti di lavoro qui e nei territori delle aziende che sono qui. Abbiamo fatto questa cosa grandiosa - ha detto Farinetti - per i cittadini del mondo. L'Italia deve raddoppiare il numero dei turisti stranieri - ha spiegato il fondatore di Eataly - e deve raddoppiare il valore delle esportazioni delle proprie vocazioni". Farinetti loda l'amministrazione e getta acqua sul fuoco delle polemiche per i ritardi. "Dall'idea all'apertura sono passati cinque anni. È un record mondiale. Negli Usa non ci saremmo riusciti. L'amministrazione ha reagito con una velocità incredibile", riconosce il manager piemontese.

PRIMORI. "Ci aspettiamo di mettere l'Italia al centro del mondo, di fare conoscere la nostra biodiversità sia agli italiani che agli stranieri con la logica di mettere sotto lo stesso tetto la storia dell'Italia attraverso tutti i nostri territori, dalla Sicilia al Piemonte": è il messaggio lanciato dall'amministratore delegato di Fico Eataly World, Tiziana Primori.

MEROLA. "Fico è un potente messaggio del made in Italy che promuove l'intero Paese", aggiunge Virginio Merola. "Questo parco - ha detto il sindaco - dimostra che la passione e la perseveranza devono affiancare il talento e la creatività per raggiungere risultati come questo. Da Bologna parte questo messaggio verso il mondo ed è la nostra piccola vendetta sugli spaghetti alla bolognese".