bologna, 14 novembre 2017 - Una parata di stelle per il taglio del nastro al pubblico: in cima il premier Paolo Gentiloni accompagnato dai ministri Dario Franceschini (Cultura e Turismo), Gianluca Galletti (Ambiente), Maurizio Martina (Politiche agricole), Giuliano Poletti (Lavoro), gli imprenditori delle 150 aziende italiane coinvolte nella realizzazione della Fabbrica Italiana Contadina, centinaia di lavoratori e i promotori del progetto: il sindaco di Bologna Virginio Merola e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, con il fondatore di Eataly Oscar Farinetti, l’amministratore delegato di FICO Eataly World, Tiziana Primori, il presidente del CAAB e della Fondazione FICO Andrea Segrè, il Dg del CAAB e segretario generale di Fondazione FICO Alessandro Bonfiglioli, il direttore generale di Prelios Sgr, Andrea Cornetti

SPECIALE FICO: ristoranti, bottega, fabbriche e mappa

Ma soprattutto, da domani, entreranno i bolognesi, e non solo, ovviamente curiosi di annusare, toccare e ammirare quelo Fico Eatalyworld di cui si parla da tanto finalmente dal vivo. Il taglio del nastro è in programma alle 15,30; un’ora dopo, la Fabbrica Italiana Contadina aprirà a tutti, con ingresso gratuito, dando vita all’unico luogo al mondo che racchiude le filiere del cibo italiano dal campo fino alla forchetta. Alle 16, in stazione partirà il primo bus ecologico Tper della "linea F” per FICO, assicurando corse ogni 30 minuti fino a mezzanotte.

Tutte le strade portano a Fico: come raggiungere il parco agroalimentare

Nel Parco, per tutto il pomeriggio, gli operatori offriranno assaggi e iniziative per festeggiare l’inaugurazione; Trenitalia, che da ieri ha dato il via alle tariffe speciali ridotte sui treni per Bologna, metterà ufficialmente in funzione il trenino FrecciaRossa1000 per FICO, che circola nel perimetro esterno del Parco. Alle 17, nello spazio di Poste Italiane per le spedizioni in tutto il mondo, si terrà l’annullo filatelico che, per l’occasione, avrà il marchio FICO. 

FICO Eataly World impegna oltre 150 aziende italiane, dal Nord al Sud del Paese, di ogni tipo e dimensione: cooperative e consorzi, grandi gruppi e piccolissimi artigiani, accomunati dalla passione per l’eccellenza e dal ruolo che svolgono nel produrre e promuovere il meglio del nostro cibo, cioè uno dei settori trainanti del made in Italy e dell’attrattività turistica del Paese. Il Parco occupa direttamente circa 700 persone, ed ha una ricaduta complessiva stimata di 3.000 posti di lavoro nell’indotto. Mira ad attrarre, a regime, 6 milioni di visitatori l’anno, di cui almeno 2 milioni dall’estero, offrendo una piattaforma internazionale al mondo dell’agricoltura, della produzione alimentare, del turismo e della cultura italiani.

 

 

Per accogliere scuole e visitatori di ogni età e da tutto il mondo sull’area del Centro Agroalimentare di Bologna, FICO offre  2 ettari di campi e stalle all’aria aperta, con 200 animali e 2.000 cultivar; 8 ettari coperti con 40 fabbriche che produrranno dal vivo tutti i prodotti più celebri della tavola italiana; oltre 45 luoghi ristoro dove degustarli, dai bar fino ai chioschi di cibo di strada ed ai ristoranti stellati; 9.000 metri quadrati di botteghe e mercato; aree dedicate allo sport, ai bimbi, alla lettura e ai servizi; 6 aule didattiche e 6 grandi “giostre” educative multimediali sul fuoco, la terra, il mare, gli animali, il vino e il futuro; teatro e cinema; un centro congressi modulabile da 50 a 1.000 persone.

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Un luogo che unisce il divertimento alla cultura e alla conoscenza, grazie anche a 30 eventi e 50 corsi ogni giorno per scoprire, apprendere e degustare le meraviglie della biodiversità italiana, capire la nostra agricoltura e la trasformazione alimentare.  Il parco bolognese infatti è anche un polo di ricerca e cultura grazie alla Fondazione FICO per l’Educazione alimentare ed alla Sostenibilità, che mette in rete le più importanti realtà internazionali della cultura agroalimentare e che alimenterà una vera e propria 'filiera formativa' intorno al cibo, per studenti dalle primarie ai Master accademici grazie alle competenze di quattro Università - l’Alma Mater Studiorum di Bologna, l’Università di Trento, l’Università Suor Orsola Benincasa e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo - affiancate dal Future Food Institute. L'impegno per la promozione dell'educazione alimentare e ambientale e del consumo consapevole sarà sostenuto anche attraverso la collaborazione avviata con il Ministero dell’Ambiente e con il CREA, Consiglio per la Ricerca in Agricoltura.