Bologna, 11 dicembre 2017 – Due punti che fanno morale e classifica per una vittoria figlia più della applicazione e della difesa che di un attacco che ancora viaggia a corrente alternata. La Fortitudo Consultinvest si gode la vittoria contro Forlì e il secondo posto del girone Est ritrovato.

“E’ una vittoria dal valore pedagogico enorme – conferma a fine gara Matteo Boniciolli - non abbiamo vinto con talento e iniziative, ma con la fatica, con il talento chirurgico di Amici prima e di Cinciarini e Mancinelli che ci hanno tenuti su”.

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Vittoria che ferma la serie negativa ma non basta al tecnico triestino.

“Guardo i 46 punti presi nel primo tempo e come è poi cambiata la difesa, perché abbiamo faticato, ci siamo aiutati, abbiamo lottato a rimbalzo con un eroico Gandini. Possiamo non piacere per la qualità, ma la partita è piaciuta a me: qui nessuno ci regala niente, le vittorie vanno conquistate”.

Effe con rotazioni lunghe.

“Siamo andati in 10 a referto, tutti hanno accettato la situazione; Legion? si è “arrabbiato” per una uscita dal campo figlia solo della necessità di comunicare un qualcosa che altrimenti non sarebbe arrivato. Come dice Allegri dobbiamo essere uniti nella sofferenza; se lo capiamo, nessun obiettivo ci è precluso, in una partita emotivamente persa e vinta con l’aggressività più che con la tattica".

Spesso si dice che si impara più dalle sconfitte che dalle vittorie.

“Se le due sconfitte ci hanno fatto capire qualcosa, allora abbiamo fatto molta strada. Abbiamo problemi di natura tecnica su cui abbiamo iniziato a lavorare in settimana, c’è una squadra da assemblare trovando spazi adeguati ad un gioco che non ha un 4 standard, e abbiamo modificato gli spazi su suggerimenti di Ettore Messina a cui ho chiesto cose che gli vidi fare nel CSKA. Non è l’attacco che risolve i problemi, è la difesa che ne deve concedere 26 a tempo agli avversari. Il nostro attacco diventerà fluido tra due mesi, ma siamo comunque 8-3. Quando perdiamo ne becchiamo 86 di media e noi a 80 punti non possiamo sperare di arrivarci sempre”.

Le scelte tecniche?

“Ho detto a Fultz che doveva stare fuori perché non volevo peggiorare la sua situazione e ho detto a Bryan che avevamo più bisogno di Gandini, e non ha fatto una piega: tutti vogliamo andare in A, dobbiamo solo capire come. Difendendo per 40 e non per 15 minuti".

L’esordio di Rosselli?

“Giocatore straordinario, di solito quando arriva un nuovo cerca di fare qualcosa per farsi notare, lui ha solo cercato di vincere”.