Bologna, 3 gennaio 2016 - Danilo Masotti, scrittore e teorico degli umarells: inizia il nuovo anno, da dove partiamo?

«Dalla Basilicata».

Scusi?

«Sono a Melfi, la distanza aiuta».

A cosa?

«Osservo con distacco, mi sento come su un drone».

E cosa vede per il 2016?

«Del benessere».

Finalmente!

«Siamo usciti dalla crisi senza fare nulla. Anche se continuiamo a lamentarci, per poi abituarci e non cambiare una mazza».

Nulla di nuovo, insomma. Nostalgia del cantierone?

«Sono preso un po’ male».

Non le piace il centro a lucido?

«E’ tutto bianco, vorrei che si sporcasse un po’, che tornasse uguale a prima. Così pulito stona».

Un pezzettino c’è ancora, vicino a palazzo Re Enzo.

«Infatti mi consolo con quello: mi metto lì alla Linea a guardare qualche silos, che richiamano un po’ le ‘gocce’ di Guazzaloca. C’è nostalgia anche per quelle».

Addirittura?

«Sarebbero perfette insieme ai cubi sotto le Torri. Così i turisti le vedono e quando tornano a casa, dicono: ‘Però, a Bologna osano!’».

La città smart.

«Anche gli umarells ormai si sono smartizzati e hanno sempre in mano il cellulare».

E tra cinque mesi si vota.

«Leggo tutto e so già chi vince».

Rullo di tamburi...

«Non è che ci siano molti geni in giro... l’unico che può insidiare Merola è Beppe Maniglia».

Non se la passa benissimo.

«E’ l’età. Ha l’udito danneggiato e alza il volume, ma pensa di suonare sempre allo stesso di 30 anni fa».

E’ lui l’anti-Merola?

«Sì, se stavolta riesce a presentare i documenti giusti va al ballottaggio. Ho una proposta: diamogli una mano con la burocrazia».

Il centrodestra? I grillini?

«Nessuno ha la cartola».

Merola sì?

«Lui mantiene le tradizioni, che ai bolognesi piacciono: quando parlano di 5 anni fa, dicono già ‘la Bologna di una volta...’».

Tormentoni del 2016?

«Ciclisti contro automobilisti».

Uno scontro titanico.

«Scoppierà la moda di andare in bici sulla tangenziale dei viali con la maschera di Star Wars, perché lo smog fa male».

Estremo.

«Prevedo anche l’apertura di nuovi locali, dove si mangiano apposta cose che fanno male, in risposta al bio e al vegan».

Nient’altro?

«Ci sarà la dittatura del divano. Ormai abbiamo tutto a portata di mano, perché alzarsi?».

Nemmeno durante i T-Days?

«Ah no, lì ci andiamo per ascoltare Beppe Maniglia. E tutto torna».