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Cazzola: "Delbono
via se Cinzia
conferma tutto
ai giudici"

L'ex patron del Motor Show in conferenza stampa: “Se le accuse venissero accertate io per primo mi metterei in piazza Maggiore con un cartello a chiedergli le dimissioni"

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Bologna, 14 gennaio 2010 - Se il Cinzia-gate si rivelasse fondato, il sindaco di Bologna Flavio Delbono dovrebbe dimettersi. E’ il pensiero di Alfredo Cazzola, esplicitato rispondendo ai cronisti durante la conferenza stampa convocata oggi all’indomani dell’audizione di ieri davanti ai magistrati.

 “Se le accuse venissero accertate - dice Cazzola - io per primo mi metterei in piazza Maggiore con un cartello a chiedergli le dimissioni. Ma solo e soltanto se”, specifica. Poco prima, del resto, l’ex patron aveva affermato che “le conseguenze politiche per Delbono saranno commisurate al suo grado di coinvolgimento in tutto quello che è stato denunciato”, aggiungendo: “Non credo che potremmo immaginarci di avere un sindaco di Bologna...”. La frase è stata lasciata in sospeso, ma il senso del ragionamento era: a carico del quale risultino fondate accuse di peculato e abuso d’ufficio.
 

Cazzola, che ieri a distanza di sei mesi dalle prime accuse lanciate in radio ha vuotato il sacco davanti ai pm, oggi ha chiamato la stampa per togliersi qualche sassolino dalle scarpe, ricostruire l’intera vicenda, criticare l’operato dei primi magistrati che si sono occupati dell’affare Cinzia (il pm Luigi Persico, affiancato dal collega Massimiliano Serpi che ancora lavora all’inchiesta) e soprattutto dirsi “molto soddisfatto” per il cambio di corso. “Oggi finalmente mi sento di nuovo trattato come un cittadino di serie A, dopo una lunga permanenza da cittadino di serie B”.

Cazzola, poi, punta il dito contro la Regione Emilia-Romagna: “All’udienza in cui il gip Giorgio Floridia ha respinto la richiesta di archiviazione del primo fascicolo contro ignoti c’era il legale della Regione, parte offesa nella vicenda. Dovrebbe essere l’avvocato di tutti i cittadini della Regione e come mai - si chiede Cazzola - la stampa non è stata informata di niente per 20 giorni? Da che parte sta questo avvocato?”

Cazzola è contento di come stanno andando le cose ora, è questo il principale messaggio che vuole lanciare oggi. “Devo esprimere grande soddisfazione per la conduzione esemplare dell’inchiesta da parte del pm Morena Plazzi. Le indagini sono partite e si sono attuate le condizioni che nei mesi passati non avevano trovato quell’interesse che, dal mio punto di vista, questa faccenda meritava”. Poi uno sguardo all’indietro. “Voltandomi indietro, non posso non esprimere un certo rammarico sul fatto che tutto questo sta avvenendo con sei mesi di ritardo rispetto ai fatti”.

Delle indagini precedenti, Cazzola ricostruisce la vicenda tappa per tappa per ricordare “cosa è stato fatto, cosa non è stato fatto e quello che ho dovuto sentire sulla mia pelle, che non mi sono affatto divertito”. Il cahier de doleances di Cazzola parte dalla decisione di aprire un fascicolo contro ignoti, definita dall’ex patron “la prima stranezza”. Perche’, dice, “in realtà erano noti, almeno io avevo espresso con grande chiarezza i soggetti che venivano indicato ovvero Cinzia Cracchi e il sindaco Delbono”. Ma a Cazzola non è andato giù neanche la decisione di Persico di chiedere l’archiviazione per la vicenda del ‘corvo’ (“Rimasi stupito delle motivazioni, disse che non avevo avuto nessun danno e che, visto lo scarto elettorale, questa vicenda rimaneva ininfluente. Probabilmente per lui, non per me”), così come la ‘fretta’ con cui venne invitato in Procura (“entro sei giorni, una cosa sorprendente”) per essere sentito nel procedimento in cui era indagato per diffamazione dopo la querela di Delbono. Ancora, Cazzola cita la richiesta di archiviazione del fascicolo contro ignoti in cui Persico scrive che le “critiche invero pesanti” di Cazzola “non hanno trovato il minimo riscontro”.

  • 15/01/2010 15:32
    brando
    Se ha sbagliato è giusto che venga incriminato e paghi come tutti dovrebbero nel caso, allo stesso modo, presidente del consiglio compreso. Al di là del pensiero politco dobbiamo tutti pretendere la massima integrità morale da chi ci rappresenta. Brando
  • 15/01/2010 15:43
    beau geste
    da garantista quale ambisco essere, finchè non si è espressa una condanna definitiva di colpevolezza, del bono è innocente: ciò detto, non oso neppure immaginare se una cosa simile fosse capitata a guazzaloca mentre era sindaco! anzi, provo a descrivere lo scenario: piazze e strade bloccate da no global, grillini (anche il gay) e dipietristi, università occupate dall'onda (quella che si inabissa quando a morire sono gli studenti iraniani), scuole occupate dagli insegnanti rivoluzionari (quelli del 10 politico e del frizzantino all'osteria del sole), ospedali occupati dai medici per la rivoluzione (quelli che soccorrono i feriti dalle mine solo se fabbricate in usa), scioperi a tutto spiano indetti dai sindacati di sinistra (quelli che ogni volta che aprono bocca, 100 lavoratori finiscono in cassa integrazione), stampa scatenata (quella che,nonostante una serie interminabile di figuracce,ancora parla), conferenze degli scrittori alternativi (quelli che scoprono il pericolo mafioso, guarda un po', solo oggi).
  • 15/01/2010 18:20
    Eraclito
    Ma come mai Cazzola è ancora tra i piedi? Non ha già fatto abbastanza danni a Bologna?
  • Sono presenti 3 commenti
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