L'Udc lancia
il 'lodo Galletti'
per andare
al voto in autunno
Il deputato bolognese dei casiniani e vicepresidente della commissione Bilancio della Camera presentera' venerdi' un emendamento che modifica la legge elettorale degli enti locali e che prevede la possibilita' di andare a votare tra il 15 settembre e il 15 novembre per tutti i capoluoghi di provincia commissariati
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Bologna, 8 febbraio 2010 - Riaprire la finestra elettorale ordinaria in autunno per tutti i capoluoghi di provincia commissariati dopo il 21 gennaio. E’ il “lodo Galletti”, la strada che l’Udc prova a percorrere per uscire dalle sabbie mobili del commissariamento prolungato a Bologna.
“Rimaniamo disposti a fare qualunque cosa utile per il voto a giugno- precisa Gianluca Galletti, deputato bolognese dei casiniani e vicepresidente della commissione Bilancio della Camera, questo pomeriggio in conferenza stampa in citta’- ma ormai mi sembra che non ci siano piu’ le condizioni politiche” per quella soluzione.
Per evitare un anno di commissario, che porterebbe il Comune di Bologna alla “paralisi amministrativa” e sarebbe un grave danno economico non solo per la citta’ ma “per tutto il Paese”, l’Udc propone dunque la scappatoia di autunno. L’emendamento, che Galletti presentera’ domani in commissione Affari costituzionali alla Camera, e’ sempre al decreto “taglia-poltrone” del ministro Roberto Calderoli, lo stesso che puntava a modificare il Pd.
“E’ altresi’ possibile lo svolgimento di un ulteriore turno elettorale ordinario- recita il lodo Galletti- da svolgersi in una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 novembre, in caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del sindaco di Comuni capoluogo o del presidente della Provincia, verificatesi in data successiva a quelle previste dalla presente legge. Sono esclusi dall’ambito di applicazione del presente comma i Comuni e le Province sciolte per infiltrazione mafiosa ai sensi della normativa vigente”. Non si tratta, sottolinea Galletti, di una norma ad hoc per Bologna ma di “un emendamento che modifica strutturalmente in modo organico la legge elettorale degli enti locali”.
Il provvedimento per votare a giugno, continua Galletti, “puo’ rappresentare in effetti una forzatura essendo una norma straordinaria solo per Bologna”. L’emendamento a firma Udc, invece, “non e’ un’eccezione alla legge, perche’ si va a colmare un buco normativo.
Non e’ possibile che un Comune medio-grande, commissariato a febbraio, sia costretto a votare solo un anno dopo. Cosa succederebbe se la stessa cosa di Bologna accadesse a Roma, Milano o Torino? I Comuni- insiste Galletti- sono un grande volano per l’economia e si si fermano sono un danno per il Paese”. Allo stesso tempo, pero’, “non tutti i Comuni sono uguali e non possono essere trattati allo stesso modo: chi ha 3.000 abitanti e’ diverso da chi ne ha quattro milioni”. Ecco perche’ l’emendamento riguarda solo i capoluoghi di provincia. “Se poi si vuole inserire un limite demografico, ad esempio 50.000 abitanti, ne possiamo ragionare”, aggiunge Galletti.
L’Udc si appella dunque a Pd e Pdl. “La nostra e’ una posizione mediana di buonsenso- manda a dire Galletti- che puo’ sbloccare la situazione. Per dire ‘no’ a questa cosa ci vuole del coraggio”. Tra l’altro anche il problema economico viene meno.
“La finestra autunnale era stata tolta per risparmiare- ricorda il casiniano- ma sono di piu’ i soldi persi con un anno di commissariamento che quelli spesi per fare le elezioni in autunno”. Oltretutto, sottolinea Galletti, “i soldi che vengono spesi adesso sarebbero gli stessi anche l’anno prossimo, visto che a giugno 2011 non sono previste elezioni a cui accorparsi”.
Il Pd, bacchetta dunque il casiniano, “la smetta di fare la vittima, perche’ e’ in realta’ il boia: e’ sua la responsabilita’ di questa situazione”. Allo stesso modo, ammonisce Galletti, il Pdl “non deve strumentalizzare quanto accaduto a Bologna per massimizzare il risultato elettorale”.
