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Scontro Pdl- Pd
sul 'lodo Galletti'
Democratici: "Proposta condivisibile"

 Il Pdl invece affossa l'emendamento dell'Udc: "Mi sembra difficile che possa trovare accoglimento", diceva senza troppi giri di parole Berselli. "Se non ci sono le condizioni politiche per votare a giugno non ci sono nemmeno per
votare in autunno"

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Bologna, 9 febbraio 2010 - Mentre il Pdl lo affossa, il Pd apre la porta al lodo Galletti per le elezioni a Bologna. I democratici non abbandonano l’idea di far di tutto per votare a giugno sotto le Due Torri, ma intanto appoggiano anche la proposta dell’Udc di riaprire una finestra elettorale ordinaria in autunno.

Ieri, invece, il senatore e coordinatore regionale dei berlusconiani, Filippo Berselli, aveva criticato la proposta di emendamento firmata dal deputato Udc. "Mi sembra difficile che possa trovare accoglimento", diceva senza troppi giri di parole Berselli. "Se non ci sono le condizioni politiche per votare a giugno non ci sono nemmeno per
votare in autunno- replica il numero uno del Pdl in Emilia-Romagna a Galletti- qui ognuno arriva e propone di aprire una finestra, ma tanto valeva aprire quella di giugno".

Di parere opposto, Salvatore Vassallo, deputato bolognese del Pd, che oggi ai microfoni di Radio Citta’fujiko, rileva come Galletti abbia in realta’ proposto un emendamento (al decreto sugli enti locali) del tutto simile a quello studiato dal politologo democratico. “La proposta di Galletti e’ condivisibile- commenta Vassallo- la scorsa settimana si e’ gia’ parlato con colleghi della maggioranza di riaprire una seconda finestra elettorale a regime anche per gli anni a venire”. Il valzer sulla data del voto a Bologna, pero’, prosegue e secondo Vassallo e’ dettato da calcoli elettoralistici piu’ o meno chiari.


“L’indecisione sulle date del voto da parte di alcuni denota un atteggiamento opportunista- critica il deputato Pd- la verita’ e’ che nessuno sa chi effettivamente potrebbe essere avvantaggiato in caso di elezioni a giugno o in autunno e questa e’ la causa di tanta incertezza e dell’oscillazione da un’opinione all’altra da parte di alcuni. L’unica cosa certa- ribadisce Vassallo- e’ che per Bologna e’ fondamentale che si voti subito”.

 A questo proposito, il democratico si dice d’accordo con il pressing fatto in questi giorni dalle associazioni di categoria di Bologna. “E’ importante che le diverse espressioni della vita economica della citta’ indichino l’importanza di votare il prima possibile- commenta Vassallo- l’attuale maggioranza ha i numeri in Parlamento per far approvare un decreto o una legge che consenta alla citta’ di andare alle urne il piu’ presto possibile”.

E a proposito del voto subito a Bologna, Vassallo rivendica ancora una volta la bonta’ della sua proposta di emendamento. “Galletti sbaglia nel tacciarla come sbrego normativo- afferma il deputato Pd- in quanto non si farebbe altro che ripristinare i termini previsti dalla legislazione ordinaria, a loro volta alterati da un decreto del 2009”. Termini che rimanendo invariati, sottolinea il deputato Pd, “avrebbero consentito a Bologna di andare al voto in primavera”.


In altre parole, sottolinea Vassallo, “l’unica ragione per cui Bologna potrebbe non andare al voto in primavera e’ che la maggioranza di Governo, con un decreto della fine del 2009, ha alterato i termini ordinari”. Normalmente, spiega il politologo, “vanno a votare in primavera tutte quelle amministrazioni che sono state sciolte entro il 24 febbraio, ma con l’alterazione” fatta dal Governo “si sono anticipati i termini al 24 gennaio”. E cosi’, ci tiene a ribadire Vassallo, “Bologna resta fuori dalla tornata elettorale primaverile”.

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