Bologna, 30 maggio 2011 - "Chiedo semplicemente di essere lasciato in pace. Perche' altrimenti sono costretto a reagire. Non sono minacce. Devo reagire e difendermi, non c'e' il minimo dubbio". E' una furia Maurizio Cevenini, piombato in pochi giorni dall'entusiasmo per la vittoria in Comune e al nuovo record di preferenze alle polemiche anche in casa Pd sul suo doppio (consigliere regionale e comunale).

"E' una cosa che, se diventasse di dominio nazionale, farebbe ridere", sottolinea questa mattina in un lungo sfogo su Radio Tau. L'amarezza del Cev e' in ogni sua parola. "Visto che in tanti mi hanno attaccato dicendo che non ero in grado di fare il sindaco, almeno non mi tocchino sulle regole- avverte- la regola e' stata sancita in modo netto quando davanti all'organismo del mio partito ho accettato una richiesta del mio partito, non
mi sono proposto candidato".

Inoltre, Cevenini rivendica di essersi "speso" per il Pd, "e io non rispondo ad un pezzettino di un partito e ad un pezzettino di un altro". Quando accetto' di fare il capolista "ci fu un voto e per me quello e' decisivo", sottolinea.
Inoltre, sulla sua situazione "tutti sapevano tutto", ricorda Cevenini, che ricorda come la questione del doppio ruolo sia stata citata anche nella famosa inchiesta tv di "Report". La vicenda, ora, "non fa tanto bene al Pd" e nemmeno, fa capire il Cev, alla salute dell'interessato. "Ho fatto festa esclusivamente la notte della vittoria. Da quella sera li' devo solo fronteggiare discussioni sul mio doppio incarico, che poi non e' un doppio incarico ma una doppia elezione".

Cevenini, che durante la diretta incassa anche la solidarieta' del parlamentare Pdl Giuliano Cazzola ("Penso che
Cevenini abbia ragione, sostanzialmente e secondo me anche formalmente") tira poi in ballo le sue preferenze da record. "Qualcuno poi deve andare a spiegare per conto mio, appena eletto in Comune, a quei 13.249 bolognesi, che hanno scritto il mio nome sulla scheda". Ma il Cev non calca troppo la mano. "Sono irritato e questo mi porterebbe a non mantenere quello stile che mi e' riconosciuto da tutti. Pero' lo stile alla fine ti ricade sul fisico, e' questa la cosa che mi turba di piu'".

Il democratico non adombra eventuali addii al Pd, ma rivendica anche di aver svolto un ruolo importante nella tornata elettorale per Palazzo D'Accursio conclusa con un successo (di misura) al primo turno. "Al Pd ci credo tanto, ho fatto questa campagna elettorale per continuare a far vivere il Pd, contro chi guardando dalla finestra poteva pensare che fosse il canto del cigno del Pd a Bologna. Quel 38% li', se qualcuno doveva firmarlo all'inizio della campagna elettorale, non lo firmava nessuno". Quanto alla presidenza del Consiglio comunale, per cui sembra ormai lanciata Simona Lembi "a me non e' stato proposto nulla e io non ho chiesto nulla", torna a ribadire il Cev.

Ma la questione del doppio incarico sta scatenando una bufera. Il Cev è stato criticato anche a Calderara dove domenica sera si è presentato in piazza per uno spettacolo gratuito insieme al comico Giuseppe Giacobazzi. E qualcuno non ha gradito. Il Bologna calcio "e' uno dei due modi che Cevenini fraintende come 'fare politica' assieme ai matrimoni, a cui ora aggiunge questa nuova figura di spalla al comico calderarese", ironizza in una nota Vanni Pancaldi, coordinatore della lista civica "C'e' bisogno di rinnovamento" di Calderara. "La cattiva politica trabocca oramai dovunque - attacca Pancaldi -, i politici non debbono divertire ma lavorare bene per cittadini e comunita'. E' una esperienza da condannare e da non ripetere".
La performance del duo Giacobazzi-Cevenini era "a tutto campo- riferisce Pancaldi- da Delbono al Civis, dal Cev il piu' votato che si e' sacrificato scendendo in campo a Bologna anche se gia' consigliere regionale, fino alla
poesia che lo dipinge come un uomo buono e bravo sempre in attivita'".

Intanto sul caso-Cev si divide Sel. Nei giorni scorsi, Gianguido Naldi, consigliere regionale di Sel, ha posto la questione: il doppio incarico "non onora le istituzioni di cui si fa parte". Dunque, Maurizio Cevenini scelga: "O resta in Regione o va in Comune". Eppure, in Sel c'e' anche chi non ci vede niente di male. "La polemica che si sta scatenando attorno al nome di Cevenini dopo la sua straordinaria affermazione alle ultime amministrative mi pare ingiustificata e strumentale", afferma Lorenzo Cipriani, neo eletto consigliere comunale di Sel, pur "d'accordo, in linea di principio, che il doppio incarico e' certamente argomento di discussione e personalmente sono contrario". Ma il punto e' che porre adesso la "questione Cev" e' "ipocrita". Cipriani ricorda in una nota che "da un punto di vista puramente economico non solo il doppio incarico non e' un aggravio di spese per i contribuenti ma, semmai, un risparmio".

ANNULLATO L'INCONTRO CON LA STAMPA: "FARO' IL CONSIGLIERE COMUNALE E REGIONALE"

Maurizio Cevenini ha annullato all’ultimo momento la conferenza stampa che doveva tenere martedì alle 12 sul suo doppio ruolo di consigliere comunale e regionale. Lo annuncia in piazza Nettuno dove insieme al segretario provinciale del Pd, Raffaele Donini, e al nuovo sindaco, Virginio Merola, stava festeggiando la vittoria alle amministrative nelle citta’ impegnate nel ballottaggio. “Oggi si apre una pagina nuova in Italia e questa e’ la priorita’ rispetto alla piccola vicende di un consigliere comunale locale”, dice il Cev.
“Farò il consigliere comunale e regionale- ribadisce Cevenini- se altri hanno obiezioni le facciano nelle sedi opportune”. Cevenini farà comunque il previsto saluto agli elettori domattina alle 11.30.

 

DONINI SOLIDALE CON IL CEV

"Vorrei terminasse al piu' presto questa stucchevole discussione che ci allontana anni luce dal sentimento collettivo dei cittadini". Il segretario provinciale del Pd, Raffaele Donini, blinda il doppio ruolo di Maurizio Cevenini in Comune e in Regione e bacchetta il fronte del 'no' emerso in direzione venerdi' sera.

"Quando abbiamo chiesto a Cevenini di fare il capolista era gia' chiaro, per sua stessa ammissione, che non si sarebbe dimesso dal Consiglio regionale. E nessuno eccepi' nulla. Capisco poi che per alcuni la gratitudine e' sempre il sentimento del giorno prima".

Amaro anche il commento di Pietro Aceto, coordinatore dell'Agora' del Pd, che esprime solidarieta' al Cev.  "Maurizio Cevenini, come la Madonna di San Luca - scrive in una nota l'ulivista - viene invocato dal Pd alla vigilia di ogni campagna elettorale perche' faccia il solito miracolo: raccogliere un mare di preferenze, al fine di condurre il partito alla vittoria e salvare, nel contempo, i dirigenti dalle tante critiche imbarazzanti, come ad esempio la formazione delle liste, che nel caso di risultati negativi si sarebbero abbattute su di loro". Peccato che dopo le elezioni, "per interesse di bottega di qualcuno, il 'buon soldato Cev' diventa ingombrante e si cerca di rimuoverlo".

 

IL SINDACO DI CALDERARA: 'OFFESI I SUOI 13MILA ELETTORI'

Criticare Maurizio Cevenini significa, implicitamente offendere gli oltre 13.000 elettori che lo hanno votato. A ergersi cosi' in difesa di mister preferenze e' Irene Priolo, sindaco di Calderara di Reno, che risponde alle critiche mosse dal leader della lista civica del paese, Vannni Pancaldi, per lo show di ieri sera in piazza nel Comune alle porte di Bologna. Sul palco erano saliti Cevenini e il comico Giuseppe Giacobazzi, per uno spettacolo che l'opposizione a Calderara ha bollato subito come esempio di cattiva politica. Ma il sindaco non ci sta. "Pancaldi non si rende conto- attacca Priolo in una nota- e credo che da uomo che dice di praticare la politica sia grave, di avere implicitamente offeso le 13.249 persone che stimano Cevenini e che lo hanno votato proprio per questo
suo modo di essere". Secondo il sindaco di Calderara, quello di Pancaldi e' "solo un attacco strumentale per farsi pubblicita', dal momento che Cevenini fa sempre notizia. Il comizio politico qui lo sta facendo qualcun altro perche' ieri sera tutto c'era tranne che la politica". Il sindaco sottolinea che "c'erano piu' di 2.000 persone" ieri in piazza, per un'iniziativa dal titolo "Giacobazzi e Cevenini-La comunita', lo sport e...". In altre parole, "la gente era ben consapevole di cosa stava andando a vedere- afferma Priolo- vogliamo dire che sono stupidi tutti gli intervenuti?". Tra l'altro, Giacobazzi "fa satira pungente tanto a destra quanto a sinistra" e anche ieri "non ha certo risparmiato il Pd, di cui non e' nemmeno mai stato pronunciato il nome". Dunque, conclude il sindaco di Calderara, "alcuni politici dimostrano di non capire e di parlare su un piedistallo lontano dalla gente. Ma forse e' solo invidia per una iniziativa che, a costo zero, ha richiamato migliaia di persone".

FAVIA (MOVIMENTO CINQUE STELLE): "LASCI LA REGIONE E PENSI ALLA SALUTE"

Per la sua salute Maurizio Cevenini lasci almeno un incarico. Il suggerimento arriva da Giovanni Favia, consigliere regionale del Movimento cinque stelle, che accusa il Pd (e lo stesso mister preferenze) di prendere in giro gli elettori. “In campagna elettorale Cevenini disse che sul suo doppio incarico avrebbe fatto ciò che il partito decideva dopo il voto- sottolinea Favia- lo ricordo bene ed è stato anche scritto dalla stampa. Ma ora che il partito sta decidendo, non è più libero di farlo e, anzi, si dice che era già stato tutto deciso”. Ma se è così davvero, allora “ci hanno preso in giro- attacca il grillino- vuol dire che hanno deciso a porte chiuse, che prima delle elezioni c’era un accordo sottobanco” sul doppio incarico di Cevenini. In altre parole, punta il dito Favia, “il Pd si sta dimostrando ridicolo, si interessa solo a chi porta voto. Questa aggressione nei confronti di critica legittimamente il doppio incarico di Cevenini è stucchevole”.
Ma il problema, secondo il consigliere regionale dell’M5s, è anche un altro. “Se Cevenini non aveva le risorse per fare il sindaco- ragiona Favia- è difficile pensare che le abbia per fare due lavori. Non è un problema di soldi: la politica è molto stressante, per la sua salute gli sconsiglio il doppio incarico”. Per questo il grillino suggerisce al ‘Cev’ (“Una persona gradevolissima”) di “lasciare almeno un incarico. E correttezza vuole che si lasci quello precedente, non quello a cui ci si è candidati per ultimo”, sottolinea Favia. Battuta finale per il sindaco di Calderara, Irene Priolo, che ha difeso Cevenini anche dagli attacchi arrivati dal suo Comune. “Spero che Priolo non faccia lo stesso discorso anche per Berlusconi- manda a dire Favia- si può criticare un politico senza per questo offendere i suoi elettori.

ZAMPA: "PD, BASTA CON L'AUTOLESIONISMO"

A sostegno di Maurizio Cevenini arriva anche la voce di Sandra Zampa, deputata Pd e portavoce dell’ex premier Romano Prodi. “Maurizio Cevenini ha reso un grande servizio al Pd e non ha nessuna ragione per essere costretto a difendersi”, scrive in una nota. E mette in chiaro: “Nel momento stesso in cui il Pd gli ha chiesto di correre per vincere le elezioni bolognesi, lo ha autorizzato ad essere contemporaneamente in Consiglio comunale e regionale”.
Zampa si dice “certa che Maurizio farà bene il proprio lavoro, senza costi aggiuntivi per le casse statali, e credo che l’autolesionismo del Pd debba cessare”. Infatti, “occorre sempre l’intelligenza per non trasformare le regole in una asfittica prigione. Nessuno ha voluto costruire un partito vittima delle proprie regole”.