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Bilancio, stangata da 40 milioni Spunta la tassa di soggiorno

Domani la manovra sarà definita

Irpef ferma? Per l'Imu ipotesi esenzione per le case piccole

Il vice sindaco Silvia Giannini (foto Schicchi)
Il vice sindaco Silvia Giannini (foto Schicchi)
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Bologna, 14 gennaio 2012 - Il salasso dovrebbe essere di 40 milioni di euro, in gran parte ottenuto attraverso l'innalzamento delle aliquote Imu. Ma nella manovra che domani varera' la giunta Merola ci sara' anche la tassa di soggiorno, valutata in quattro-cinque milioni di euro.

In bilico invece il ritocco di un punto dell'addizionale Irpef, ipotizzato solo per i redditi piu' alti, ma non ancora deciso in via definitiva. Domani il primo cittadino Virginio Merola tirera' le somme insieme ai assessori, dopo
il weekend "seminariale" tutto dedicato alla preparazione del bilancio 2012. La manovra fiscale, da 40 milioni di euro di maggiori entrate, si basera' in buona parte sul ritocco delle aliquote Imu, non e' ancora chiaro come ripartita tra prime e seconde case, immobili commerciali e industriali. Il resto, per raggiungere il presunto taglio di 70 milioni di euro, verra' dalla rigorosa "spending review" messa in campo dalla vicesindaco Silvia Giannini.

Oggi, intanto, la prima ufficializzazione: gli assessori Matteo Lepore e Nadia Monti hanno annunciato alle associazioni degli albergatori l'introduzione della tassa di soggiorno, che dovrebbe contribuire alla casse comunali per quattro-cinque milioni. Confermata la contrarieta' degli albergatori, che ora chiedono che la tassa, "recessiva" per le sorti del turismo a loro avviso, sia applicata nella misura piu' soft possibile. "La loro contrarieta'? E' nota, ne discuteremo con loro", e' la replica del sindaco Virginio Merola.

ULTIM'ORA

In base alle indiscrezioni delle ultime ore, la scelta sarebbe quella di non aumentare ulteriormente l'Irpef, neanche agli scaglioni di reddito piu' alti. La cosiddetta "equita'" dovrebbe essere fatta invece, con cifre dimensionalmente piu' significative, sull'Imu. L'ipotesi allo studio e' quella di aumenti tanto sulle prime che sulle seconde case, ma colpendo in particolare su quest'ultima categorie di abitazioni e senza raggiungere le aliquote massime previste per legge. Ma come preservare dagli aumenti i proprietari di una sola casa con redditi bassi, cosi' come chiede a gran voce il sindacato? L'escamotage potrebbe essere quello di esentare gli immobili piu' piccoli o di minor valore commerciale, agendo sulla rendita catastale.

Fonte Dire

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