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Genitore 1 e 2, Merola: "Valutiamo nuovi moduli"

Sotto la lente la modulistica di iscrizione a scuola. Il sindaco: prioritarie le azioni contro le discriminazioni per l’orientamento sessuale

Famiglia (foto Radaelli)
Famiglia (foto Radaelli)

Bologna, 13 settembre 2013 -  Il Comune di Bologna “sta valutando proposte di modifica di termini segnalati come discriminatori nella modulistica per l’accesso ai servizi da parte dei cittadini”. Così il sindaco di Bologna, Virginio Merola risponde, per bocca dell’assessore alla Scuola, Marilena Pillati, alle domande dei consiglieri Marco Lisei (Pdl) e Lucia Borgonzoni, che stamane al question time di Palazzo D’Accursio chiedono se nelle intenzioni dell’amministrazione ci sia quella di cambiare i moduli di iscrizione alle scuole sostituendo le diciture “madre” e “padre” con “genitore 1” e “genitore 2” come chiederà la capigruppo di Sel, Cathy La Torre, con un ordine del giorno in una delle prossime sedute del Consiglio comunale.

 

Una prospettiva che ieri è stata criticata con ironia anche dal Cardinal Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna.
I documenti programmatici del Comune di Bologna, spiega ancora il primo cittadino, definiscono come prioritarie le azioni contro le discriminazioni per l’orientamento sessuale. Per questo “il Gabinetto del sindaco sta lavorando affinché la modalità di relazione tra amministrazione pubblica e il cittadino sia improntata al rispetto delle persone e non adotti comportamenti discriminatori, anche valutando esperienze e buone pratiche di altre amministrazioni locali aderenti alla rete Ready (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) di cui il Comune di Bologna fa parte”. Nella risposta, però, non si precisa se tra queste iniziative ci sia anche quelle che riguarda proprio i moduli per l’iscrizione alle scuole.

 

Insoddisfatte e polemiche le risposte dei consiglieri. Lisei, si chiede ironicamente se “quando mia figlia mi chiamerà ‘papà’, io mi debba sentire discriminato” e “se è reazionario usare termini che esistono da migliaia di anni”.
Borgonzoni, invece, attacca il sindaco: “Si dovrebbe vergognare, i cittadini vogliono sicurezza e servizi e non che si parli di questa fuffa, di queste cavolate, che magari portano tre voti in più a Sel che continua a tirare per la giacchetta Merola”.
 

Fonte Dire

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