Bologna, 21 settembre 2017 - Un forum al Carlino con i candidati in corsa per la segreteria del Pd. Il dibattito – in streaming e in diretta Facebook – si terrà dopo il 2 ottobre, giorno ultimo per eventuali, ulteriori discese in campo. Data in cui partirà ufficialmente la gara congressuale che si concluderà il 28 ottobre, con l’assemblea dei delegati e l’elezione del nuovo segretario della Federazione provinciale del Pd. I tre contendenti al momento in lizza Francesco Critelli (segretario uscente), Luca Rizzo Nervo e Piergiorgio Licciardello – hanno dato la loro disponibilità a partecipare al forum.

Licciardello – candidato renziano dell’area PerDavvero – accoglie intanto "con favore" la proposta, lanciata ieri da Rizzo Nervo sul Carlino, di un dibattito pubblico fra i candidati da tenersi in una località della provincia. La stessa disponibilità arriva da Critelli. "Se penso alla proposta di Rizzo Nervo, finalmente si guarda oltre le mura", commenta Licciardello. Perché finora, «"n tante scelte fatte, non solo dal Pd, ma anche dalla giunta Merola (in cui Rizzo Nervo, fino a ieri, era assessore, ndr) c’è stata una visione Bolognacentrica, a discapito di una visione complessiva dei problemi dell’area metropolitana".

Quanto al luogo dell’incontro, Licciardello non pone paletti: "Non ho preclusioni". L’importante è che "la location sia facilmente raggiungibile, e grande a sufficienza da permettere un’ampia partecipazione. Insomma, non un posto in cui ci si litiga il posto a sedere". E proprio il ‘peso’ della provincia sarà uno dei temi forti della campagna congressuale di Licciardello. "Porrò la questione della governance dell’area vasta, che si traduce nel sistema di elezione diretta del sindaco metropolitano". In altre parole, "c’è un problema di rappresentanza della provincia che va affrontato".

Il consigliere renziano si limita a registrare le voci che, da ambienti vicini a Critelli, parlano di "tesseramento gonfiato", a fini congressuali, da parte di segretari di circolo schierati con Rizzo Nervo. "C’è una commissione di garanzia", glissa Licciardello. "Se emergeranno elementi anomali in modo macroscopico, sono certo che interverrà di conseguenza". Se poi "ci sono persone che si avvicinano al partito, sono il primo a essere contento". I congressi "servono anche a coinvolgere".

Oltre al tema del rapporto con la provincia, fra le priorità di Licciardello c’è quella di "ristabilire un dialogo fra partito e amministrazione comunale". Dialogo che, in questi anni, "è mancato o è stato spesso difficile". Non sempre, precisa il consigliere, par colpa del Pd. "Spesso è stata l’amministrazione a non coinvolgere il partito nelle scelte, o a non tenere in alcun conto delle valutazioni del partito". Comunque vada a finire il 28, Licciardello è certo che gli attriti di questi mesi non avranno strascichi. Come già nel 2010 – quando si candidò la prima volta al congresso, contro Raffaele Donini – si dice "sicuro che, dal giorno dopo, tutti lavoreranno con il nuovo segretario eletto".