Budrio, 12 giugno 2017 -  È ballottaggio, a Budrio, tra il sindaco uscente (Pd) Giulio Pierini si ferma al 44,64% e il candidato civico Maurizio Mazzanti, arrivato al 36,13%. Questi i dati definitivi dalle urne, dopo una nottata elettorale segnata dalla grande delusione in casa Pd, prima per l’affluenza - ferma al 59,33% - poi per il risultato ben al di sotto delle aspettative.

Tra l’altro Pierini è stato votato da budriesi, quando nel 2012 prese 4528 voti. Mazzanti rispetto al 2012 è passato dal 13,45 per cento al 36, assorbendo di fatto parte del 20 per cento che ottenne Antonio Giacon dei grillini. In pratica, lo spazio politico lasciato vuoto dal Movimento Cinque Stelle che non ha presentato una lista, è stato occupato dal civico. Questo nonostante il leader provinciale dei grillini Massimo Bugani avesse sottolineato di non appoggiare Mazzanti e di dare assoluta libertà di voto a suoi.

E dire che le cose sembravano mettersi bene per Pierini: a metà pomeriggio, intorno alle 16, la bassa affluenza alle urne (30 per cento) aveva fatto pensare che molti grillini, non avendo una lista di riferimento, avessero deciso di disertare le urne. Poi, le prime avvisaglie positive per il partito democratico, ora dopo ora si sono trasformate in delusione cocente. Alla sede del Pd l'apprensione per un risultato inaspettato si respirava nell'aria via via che si profilava un testa a testa fra i due maggiori antagonisti.

Terzo Tiziano Quaglia (16 per cento) del centrodestra che rischia di diventare l'ago della bilancia al ballottaggio. Prima delle elezioni c'erano stati degli avvicinamenti con Mazzanti che non erano finiti bene, ma adesso chissà entrambi potrebbero ripensarci. Anche Pierini, visto che a livello nazionale non ci sono preclusioni, potrebbe chiedere aiuto al centrodestra. Soprattutto il risultato delle frazioni ha pesato: fuori da Budrio Pierini pensava di essere più forte del rivale. Soprattutto a Mezzolara, messo da parte il problema biomasse che aveva pesato nel 2012, il candidato Pd puntava a raccogliere un numero superiore di preferenze. La bassa affluenza (circa un 10 per cento in meno) rispetto al 2012 fa registrare l'ennesima disaffezione nei confronti della politica.

Disaffezione che non si può giustificare soltanto con una bella giornata di sole. «E' un risultato che mi aspettavo: sapevo che avremmo potuto andare al ballottaggio, quindi siamo pronti. Non è semplicemente Mazzanti contro Pierini: i budriesi dovranno scegliere un'idea diversa di paese. Noi proponiamo un'amministrazione che finalmente ascolti i cittadini. Cosa che in questi ultimi cinque anni non è mai successo«. Per Giulio Pierini il risultato è la «prova che si è lavorato bene in questi anni. Siamo davanti in modo netto, ma ancora non basta. C'è ancora molto da lavorare in vista del ballottaggio del 25 giugno. Non sono sorpreso del ballottaggio: era una delle ipotesi".
 

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