Bologna, 5 dicembre 2017 - Contrastare l'organizzazione sul territorio di iniziative in odore di neofascismo. E’ questo l’obiettivo dell’Ordine del giorno approvato ieri sera in Consiglio comunale a Bologna. Per arrivare al via libera del documento ci sono volute quasi tre ore in più rispetto alla solita durata delle sedute: il voto finale è arrivato infatti al termine di un dibattito combattuto da un lato a colpi di richieste di oltranza e di inversione dei lavori, dall'altro (cioè dal centrodestra) con ripetuti e prolungati interventi finalizzati all'ostruzionismo.

Alla fine l'Odg, presentato da Coalizione civica ed emendato in aula dal Pd, che ha aggiunto le proprie firme, è passato con 19 voti favorevoli: cioè quelli dei gruppi firmatari più Città comune con Amelia e M5s. Tre le espressioni contrarie tra Lega nord e FI, mentre Insieme Bologna non ha partecipato al voto.  "Bologna è antifascista", esultano i due consiglieri di Coalizione civica, Emily Clancy e Federico Martelloni, sottolineando le ragioni di un documento pensato affinché "anche a Bologna l'antifascismo e l'adesione alla Costituzione siano requisiti per concedere sale e spazi pubblici.

Il dispositivo dell'Ordine del giorno impegna la Giunta e il sindaco Virginio Merola a fare in modo che siano integrate le disposizioni e i regolamenti comunali in materia di occupazione suolo pubblico e concessione di spazi. Si chiede, in particolare, di inserire una disposizione in base alla quale "non potranno in alcun modo essere rilasciate concessioni di occupazione di suolo pubblico o di utilizzo di spazi di proprietà comunale alle organizzazioni ed associazioni che si richiamino direttamente all'ideologia fascista, ai suoi linguaggi e rituali, alla sua simbologia, o che esibiscano e pratichino forme di discriminazione non rispettando l'articolo 3 della Costituzione".

Inoltre, l'Odg chiede di prevedere anche il seguente vincolo: "Le domande per l'utilizzo di aree e sale pubbliche, nonché per la gestione continuativa di spazi di proprietà comunale, dovranno contenere specifica dichiarazione con la quale il richiedente si impegna al rispetto della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione (il divieto di riorganizzazione del partito fascista, ndr)" e le leggi che intervengono in materia.

Dalla Lega nord, la consigliera Lucia Borgonzoni si è detta "veramente molto preoccupata. Vorrei capire dagli uffici legali del Comune se questa cosa è lecita o no". Dal Pd, invece, Andrea Colombo ha definito una "maratona ipocrita" di "parole insostenibili" quella messa in scena dai gruppi di destra: "Altro che censura, altro che violazione della democrazia e del libero pensiero. Come ci ricorda l'Anpi- ha dichiarato Colombo in aula- il fascismo non è un'opinione ma un crimine, quindi fuori ogni fascismo dalle nostre piazze, dai nostri mercati e dalle nostre sale". Per Insieme Bologna, "sono antifascista e me ne vanto", afferma il capogruppo Gian Marco De Biase, ma "chiedere alle varie associazioni di sottoscrivere qualcosa che dovrebbe essere già innato e scontato, mi sembra una cosa non dico insensata" ma comunque "superflua".