Bologna, 15 agosto 2014 - Sindaco Virginio Merola, partiamo dalla corsa alla Regione.
«Sì, ma parliamo di contenuti e non solo di nomi».
Bisogna anche pensare ai nomi. Sono i giorni dei nomi. Sostiene ancora il suo collega di Imola, Daniele Manca?
«Manca ha le caratteristiche migliori per guidare la Regione: è un amministratore, è stato già capogruppo del Pd nell’Assemblea legislativa, lo stimo».
Dovrà passare dalle primarie. E tutto sembra bloccato da un’assurda impasse...
«Allora, per fare il presidente della Regione occorre la volontà di farlo. Occorre la volontà di fare anche le primarie. E le primarie si fanno anche se poi si perde...».
Parla per caso al segretario regionale Pd Stefano Bonaccini, che è ancora indeciso?
«Parlo perché io le primarie le ho fatte due volte, so cosa vuole dire perdere e cosa vuole dire vincere. So che la Regione è per noi di vitale importanza: i nodi vanno sciolti entro una settimana, sennò sarà troppo tardi».
La Regione, ecco. Fuori i contenuti.
«Compito numero uno del nuovo presidente: sburocratizzare le funzioni amministrative. Serve una Regione che legiferi e lasci la gestione delle aziende partecipate ai Comuni».
Sono anche gli anni della crisi e delle coop che vanno a rotoli.
«Bisogna accelerare sull’accesso al credito, sul pagamento dei debiti e sul sostegno alle piccole e medie imprese».
Quale sarà il peso di Bologna metropolitana nella nuova Regione?
«Dovremo affiancare la Regione nella programmazione e negli investimenti. Bologna deve essere uno snodo, una porta d’accesso, un hub per tutti. Penso all’aeroporto Marconi, alla Fiera o all’Università».
Ok, ma veniamo dalle parole ai fatti: come?
«Ho un assillo: fare ripartire gli investimenti. Per questo penso che dovremo sfruttare i fondi strutturali europei. Bologna, Modena, Reggio Emilia, Imola, Ferrara: siamo una maxi-area, con differenze, ma omogenea. Sfruttiamo il nostro valore».
Il governo ha appena finanziato il Passante Nord. Ma sul tavolo ci sono tante infrastrutture ferme da vent’anni: le chiedo ancora una volta, sarà l’anno giusto?
«Bologna sta chiudendo i conti con il passato e lo dico con orgoglio».
Facciamo il punto, allora. L’ex Civis e ora Crealis.
«L’era del Civis e del Crealis è archiviata».
In che senso?
«Sono partiti i lavori, fra un po’ vedremo i mezzi girare».
Prima della fine del mandato?
«Sì, i filobus gireranno prima della fine del mandato. L’anno prossimo sarà completato il lavoro sul manto stradale in via Rizzoli e in via Ugo Bassi, partiremo a inizio 2015, e allora saremo pronti. Anche i mezzi lo sono».
Come si chiamerà il nuovo filobus?
«Lo decideranno i bambini».
I bambini?
«I ragazzini delle scuole elementari a cui diamo l’abbonamento gratuito. Ci sarà un concorso di idee per decidere la denominazione. Si può dire che forse il suffisso in -is ci ha portato un po’ di sfortuna finora?» (ride; ndr).
E il mezzo come sarà?
«Un filobus moderno e sicuro. Rosso, il colore di Tper. Il prototipo arriverà entro l’anno».
Altre novità sui trasporti?
«Abbiamo già presentato il progetto definitivo per realizzare nuove linee di filobus e per completare le stazioni del Servizio ferroviario metropolitano. Riusciamo a farlo grazie al lavoro che ha portato al salvataggio prima e alla riassegnazione poi dei fondi ex metrò; risultato ottenuto ma non scontato quando abbiano iniziato questo iter. Ci tengo a sottolineare che si tratta di un progetto in attuazione. Un problema ereditato dal passato che abbiamo risolto».
Poi c’è il People Mover...
«Si farà. E’ stato approvato da Marconi Express il Piano economico e finanziario ed è molto positivo il fatto che nella società entri anche l’aeroporto Marconi. Mi pare giusto, anche in vista della quotazione in Borsa. La città è un cantiere, è in movimento».
La città è in movimento?
«Sì, partiranno i cantieri per la Fondovalle Savena per risolvere il problema del Nodo di Rastignano. Abbiamo iniziato a sostituire tutta l’illuminazione pubblica, sarà a forte risparmio energetico, termineremo entro il 2016. Sempre entro quella data spariranno i cassonetti dal centro storico, sostituendoli con 140 mini isole interrate: questo porterà a incrementare la raccolta differenziata e migliorare la qualità urbana. Inoltre, grazie ai lavori fatti, siamo la prima città in Italia ad avere la banda larga (Internet) in tutto il territorio comunale».
Veniamo però ai problemi irrisolti. Le occupazioni sono una disgrazia. E tra retromarce sulle residenze, bollette e denunce è un caos.
«La situazione è sotto controllo. Abbiamo 27.000 case Acer e di queste, solo 21 sono occupate. Anche su queste interverremo».
Ergo?
«Bisogna applicare la legge, sempre. Chiedo solo di fare attenzione quando siamo in presenza di minori».
Le occupazioni riguardano però anche i privati.
«Il lavoro fatto insieme con le forze dell’ordine è massimo e sono tanti gli sgomberi effettuati».
Le occupazioni però rimangono...
«Se a volte non si interviene subito è per una valutazioni strettamente di ordine pubblico, sono situazioni che si decidono nel Comitato per l’ordine pubblico. La situazione è continuamente monitorata».
Lo chieda ad alcuni cittadini. In una città civile però non possono verificarsi episodi come quello dell’Aula C. E’ vergognoso: spazi pubblici bloccati da oltre 25 anni...
«Gli sgomberi vanno fatti al momento opportuno. Va gestito l’ordine pubblico e bisogna evitare che succedano fatti peggiori. Sull’Aula C la decisione finale spetta all’Università».
Non crede che il lassismo porti solo altra illegalità? Non intervenire non è un po’ una sconfitta?
«Lassismo significa non intervenire mai, diverso è valutare il momento opportuno per farlo».
Il degrado è figlio anche di questa situazione di attendismo, non crede?
«Ripeto: non si può procedere caso per caso fuori dal contesto generale. Gridare ‘al lupo al lupo’ sul singolo caso non aiuta risolvere i problemi. Comunque parliamo dei fatti: a settembre entreranno in servizio i primi 25 agenti dei 75 vigili urbani che abbiamo assunto. Saranno tutti dedicati al centro storico. Questi 25 agenti gireranno a piedi e in bicicletta e si dedicheranno a un maggiore controllo del territorio e contrasteranno il degrado. In più abbiamo i 100 assistenti civici».
E poi?
«E poi abbiamo già pulito i muri del Teatro Comunale, di via Indipendenza e di via San Felice. Adesso faremo la pulizia di piazza Malpighi e continueremo con altre strade. Partono inoltre i lavori ai bagni di Sala Borsa, che saranno accessibili anche dall’esterno e non più solo dall’interno. Poi toccherà alla riqualificazione dei bagni di via IV Novembre e alla realizzazione dei vespasiani di nuova generazione e ai bagni in piazza Verdi».
E i cittadini?
«Mentre il Comune fa la sua parte sono molto importanti i piccoli gesti civici quotidiani che tanti cittadini bolognesi compiono ogni giorno».
E con i commercianti come va il dialogo?
«Con i commercianti stiamo lavorando bene. Sulla zona a traffico limitato del Palasport, ad esempio, siamo alla svolta: a settembre li incontreremo e ci presenteranno un progetto che prevede la riqualificazione urbana di tutta la zona. Se la valutazione sarà positiva siamo ben disposti a non accendere le telecamere».
Questa è la Bologna di oggi. E la Bologna di domani?
«E’ una Bologna che investe. Su quattro ambiti. Sulla scuola, ad esempio, abbiamo messo 28 milioni di euro e assumeremo nel 2015 500 persone».
Poi? 
«C’è la cultura. Il piano di risanamento del Teatro Comunale è stato approvato dal Consiglio dei Ministri e prevede un prestito da 15 milioni di euro. Il Comunale poi dovrà aprirsi alla città e deve aumentare la produzione degli spettacoli. Serve un direttore che focalizzi la sua attività sulla gestione amministrativa e finanziaria. E serve anche un investimento dei privati: Palazzo Chigi ha già approvato il piano di risanamento del Teatro Comunale da noi proposto. Questo ci dà credibilità nel chiedere finanziamenti ai privati».
Quali sono gli ultimi due ambiti?
«L’Università, con il campus Staveco e le dismissioni che partiranno a settembre con la presentazione del piano del rettore Dionigi; e il turismo cui abbiamo dedicato 4 milioni».
Saranno anche i mesi di Fico.
«Fico ci sarà e sarà operativo, è una grande occasione di occupazione e promozione Bologna è vista come un bel posto, c’è attenzione a quello che facciamo».