Bologna, 13 dicembre 2017 - Un quadro dato "in comodato gratuito, non in regalo" dal sindaco all’ex dirigente Annarita Iannucci, il 27 ottobre scorso al momento del suo pensionamento. E restituito ieri al Comune dalla stessa Iannucci, dopo che il temporaneo lascito è finito tra le grinfie dell’opposizione. In particolare tra quelle della leghista Lucia Borgonzoni, che può annoverare tra i suoi parenti... l’autore del quadro, il nonno Aldo, che dipinse il ritratto dell’ex sindaco Dozza e nel 1984 lo donò all’allora sindaco Renzo Imbeni. «Mi aspetto che il quadro di mio nonno torni subito a palazzo – attacca la consigliera –. Merola senza vergogna, toglie la possibilità a tutti di fruire di un bene artistico per abbellire la casa di un dirigente suo amico».

La Borgonzoni ha presentato anche un esposto. «Ho già chiesto l’inventario di tutti i beni donati ai sindaci e rimasti all’amministrazione». Il caso è emerso ieri sul quotidiano ‘La Verità’, dove si sottolinea che la Iannucci è stata condannata insieme al sindaco dalla Corte dei Conti per la vicenda del contratto a Marco Lombardelli. «Quadri dei migliori autori che potrebbero essere esposti e valorizzati nelle sale comunali al posto di insignificanti mostre, dati in comodato d’uso come una scarpa vecchia» attacca Massimo Bugani (M5s).

Annarita Iannucci ha già annunciato che restituirà il quadro: «Ho passato la mia vita a risolvere i problemi del Comune – ha dichiarato – e non intendo certo alimentare una vicenda raccontata con toni che non posso accettare e che gettano un’ombra su un gesto di affetto che il sindaco Merola ha avuto per me».

p. r.