Bologna, 5 dicembe 2017 - "La Corte dei Conti mi ha condannato per la nomina di Marco Lombardelli a Capo di gabinetto. Una condanna pecuniaria (di 18mila euro, ndr) che ho appena pagato di tasca mia in un'unica soluzione. Per questo ho la necessità di rivedere le mie spese private". Alla fine Merola è stato costretto a spiegare nei dettagli la sua decisione di revocare il contributo al Pd che tanto malumore e tensione ha creato nel partito. 

In mattinata aveva provato a chiudere la questione assicurando che le motivazioni non erano politiche, ma soltanto personali. E ribadendo: "Sono e resterò iscritto al Pd e concluderò il mio mandato di sindaco alla scadenza naturale del 2021. Ho informato il segretario Francesco Critelli della disdetta del versamento mensile al partito e gli ho anche comunicato che manterrò l'impegno di versare la cifra corrispondente entro il mandato".

Ma il Pd risponde con una nota irritata del tesoriere Gianni Grazia. "Il versamento del dieci per cento dell'indennità netta mensile, da parte degli amministratori del Partito Democratico, rappresenta un obbligo sottoscritto al momento della candidatura - ricorda Grazia -. Sono cifre che ci consentono di sviluppare iniziativa politica sul territorio, di aiutare i circoli in difficoltà e mantenere un presidio organizzato. Il Sindaco Merola ha informato il Pd della sua decisione successivamente alla comunicazione inviata agli Uffici competenti del Comune di Bologna, giustificandola con motivi personali che, in quanto tali, vanno senz'altro rispettati. Proprio perché i motivi sono personali e non politici, sono sicuro che il Sindaco Merola vorrà concordare nelle sedi deputate le modalità e i tempi di restituzione futura delle cifre dovute, a garanzia del rispetto delle regole comuni che sono tali in un Partito politico e che valgono indistintamente per tutti i nostri amministratori ad ogni livello".

Se notoriamente i rapporti tra Merola e il segretario cittadino Francesco Critelli non sono certo idilliaci, sul piano nazionale, invece, Merola è molto vicino a Giuliano Pisapia, tanto che, due settimane fa, aveva annunciato di avere in tasca due tessere: quella del Pd e quella di Campo progressista. Molti dirigenti aveno quindi immaginato (temuto) che Merola potesse dimettersi dalla carica di primo cittadino per candidarsi in Parlamento con Pisapia. Ma ora lo stesso sindaco frena.

Getta acqua sul fuoco Matteo Lepore: la decisione del sindaco "non mi pare un tema politico. Mi sembra una questione personale, nella quale non entro e che non mi preoccupa". "Dal punto di vista politico non mi preoccupa - ribadisce Lepore - la derubricherei come una sua scelta personale, che avrà le sue motivazioni nelle quali non entro. Mi fido del sindaco, se ha fatto questa scelta credo che vada rispettata. Oggi ha chiarito che comunque fara' quel che si è impegnato a fare"