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Premio Biagi 2008

SALOMONI (GRUPPI DELLA LIBERTA')

"La lezione che ci ha lasciato è attuale:
i muri sono fatti per essere abbattuti"

L’iniziativa del nostro giornale gode dell’alto patronato della Presidenza della Repubblica, del patrocinio della Camera dei deputati ed ora ache dell'appoggio della Regione Emilia Romagna. Inoltre proseguono gli attestati di solidarietà al giuslavorista: oggi è la volta di Ubaldo Salomoni

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Ubaldo Salomoni MARCO BIAGI incarna l’esempio di ciò che la politica dovrebbe sempre rappresentare: servizio per gli altri e dialogo nei confronti di tutti. Per questo ricordarlo, e continuare a farlo ogni anno a ridosso del suo brutale assassinio, vuol dire mantenere vivo il ricordo di un’opera - la sua - che col trascorrere del tempo si scopre via via più preziosa e moderna.

Come detto, Biagi si considerava al servizio degli altri e in particolare dei giovani. Non è una frase fatta. Basta tornare a sfogliare il suo “Libro bianco” per cogliere quanto egli fosse attento alle esigenze e alle aspettative di chi stava per entrare nel mondo del lavoro. Aveva una visione che includeva e non escludeva. Per lui il giovane non era una categoria astratta su cui discutere in modo ideologico. No, era l’insieme di tanti singoli individui cui doveva essere data una possibilità dignitosa e reale.

RILEGGERE OGGI, a distanza di alcuni anni, le accuse infamanti che gli vennero rivolte quando era in vita e che anche dopo la sua morte continuarono a trovare cittadinanza in un dibattito politico di bassissimo profilo, sembra quasi di sprofondare in un Paese che non è il nostro. O che non dovrebbe essere più il nostro. La forza di Biagi risiedeva nella sua estrema concretezza. Dote non comune per uno studioso e per un intellettuale come lui, lontano migliaia di chilometri dalle chiacchiere inconcludenti e dai salotti insignificanti.
Egli è stato demonizzato da un ideologismo ammuffito e da un pregiudizio di comodo, che a ben vedere rappresentano ancora oggi due dei principali difetti di fondo della politica italiana. Ideologismo ammuffito perché chi ha contestato Biagi lo ha fatto da posizioni politiche non ragionate, avulse dalla realtà. Che sfuggivano il confronto sui problemi di tutti i giorni. Pregiudizio di comodo in quanto non sono mancati coloro che lo hanno attaccato in nome di tattiche eminentemente e banalmente strumentali.

MA EGLI è stato anche l’uomo del dialogo, dunque estremamente moderno da questo punto di vista. Lui, di sinistra, che collaborava con il governo Berlusconi. Ebbene, dopo quasi sei anni dall’agguato, l’Italia sta scoprendo in queste ore e in questi giorni quanto potrebbe essere fondamentale nel prossimo futuro il confronto aperto e leale fra i due schieramenti, la sinistra e la destra, accomunati dall’obiettivo di tirare fuori il Paese dalle secche prima di tutto istituzionali nelle quali si dibatte da anni. La lezione che ci ha lasciato Biagi è questa: in politica i muri sono fatti per essere abbattuti, soprattutto se in gioco c’è il bene dei cittadini.
Il Premio alla memoria del professore, allora, che il Resto del Carlino ha meritoriamente inventato dal nulla, non solo va visto come il doveroso omaggio della città di Bologna ad uno dei suoi figli migliori. Ma va inteso come tributo alla bella politica, o meglio alla politica tout-court, che ha il supremo dovere di mettersi a disposizione della gente comune e non ritenere, al contrario, che sia la gente comune a doversi mettere a disposizione della politica.

Ubaldo Salomoni * coordinatore regionale Gruppi della Libertà

 

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