«ADESSO possiamo certamente guardare al pensiero di Marco Biagi con più serenità e senza le polemiche che hanno distorto il suo pensiero». Tiziano Treu è impegnato nella campagna elettorale in Lombardia, candidato nel Pd, e per questo 19 marzo non sarà a Bologna. L’anno scorso in consiglio comunale fu proprio lui, presidente della commissione Lavoro al Senato, a ricordare il professore ucciso dalle brigate rosse. Si erano conosciuti da colleghi, all’università. Poi Biagi era stato consulente di Treu, ministro del Lavoro e quindi dei Trasporti. Nel commentare la sua adesione al premio del Carlino, l’anno scorso, il senatore aveva apprezzato soprattutto l’iniziativa «di pacificazione».
Oggi vede un clima più sereno attorno a questo sesto anniversario.
«Le polemiche mi sembrano marginali. Ora si tratta di andare avanti e di completare il percorso della legge Biagi».
Come?
«Certamente l’apprendistato si deve diffondere di più. Ma soprattutto sono urgenti gli ammortizzatori sociali. Che erano stati ipotizzati ma purtroppo non sono stati attuati. C’è bisogno di più sicurezza. E di evitare gli abusi della flessibilità».
Tiraboschi, l’allievo del professore, ha criticato il salario minimo garantito, non la considera la soluzione giusta.
«Non lo chiamerei così. E’ piuttosto un livello salariale di base sotto il quale non è dignitoso trattare le persone. Prendiamo esempio dal resto d’Europa. Questo del salario è un indicatore che concorderemo con le parti sociali».
Giorni fa, durante la visita di Walter Veltroni in una fabbrica di Bologna, un delegato Fiom del Pd gli ha chiesto di cambiare la legge 30, «perché ha rovinato una generazione».
«Questo non è il giudizio dato dal partito democratico. Poi, ripeto, sono certamente da correggere gli eccessi e gli abusi del precariato».
Sugli ammortizzatori cosa prevede?
«C’è scritto chiaramente nel programma del Pd. Si tratta di dare a tutti i disoccupati la tutela di un reddito minimo e soprattutto i servizi per potersi reinserire».
Perché siamo così in ritardo?
«Gli ammortizzatori sono stati immaginati dieci anni fa, evidentemente sono costosi. La ragione per cui non sono stati realizzati prima? Intanto la politica era divisa. Ora che si sta ricompattando, mi auguro che si possa arrivare a una conclusione, finalmente».
Scusi senatore, ormai a sinistra si parla solo di legge 30, è sparito il nome Biagi.
«Chiamatela come volete, anche questo è un problema da superare».
di Rita Bartolomei