Questo 'patrimonio' non è del Comune, ma dell’azienda che realizzò queste opere e che poi è fallita nel 1998. Non si trova l'atto 'di impegno' con cui il Comune formalizza l’intenzione di entrarne in possesso
Bologna, 28 dicembre 2011- Il prossimo 31 gennaio al Tribunale di Firenze verranno messe all’asta aree del Comune di Castel Maggiore (Bologna) attualmente utilizzate come strade e marciapiedi. Il prezzo base per diventarne proprietari è di 70.000 euro: da questa cifra potrà partire la gara dei rilanci tra gli eventuali pretendenti con aumenti minimi di 2.000 euro.
E non si tratta di ‘straducolè: all’asta va la porzione di via Pablo Neruda, nel tratto che parte da via Bondanello (che conduce alla nuova sede del Comune), una rotonda e due piccoli tratti che da questa partono verso sud e verso ovest. Nel ‘pacchettò entrano anche le aiuole spartitraffico e i marciapiedi, oltre ad un terreno su cui è stata realizzata una cabina elettrica. In caso di esproprio il valore di tutto questo sarebbe di 813.000 euro.
Per strano che possa sembrare, questo 'patrimonio' non è del Comune di Castel Maggiore, ma dell’azienda che realizzò queste opere e che poi è fallita nel 1998: di conseguenza, le strade sono sue e vengono messe all’asta, perchè non si trova il cosiddetto “atto di impegno” con cui il Comune formalizza l’intenzione di entrarne in possesso. Basterebbe quell’atto al curatore fallimentare per sospendere l’asta, ma non si trova. Resta da vedere se si presenterà qualcuno, magari lo stesso Comune.
Una vicenda che “farebbe ridere se non si trattasse di una pubblica amministrazione” dice il Pdl, che oggi, con il consigliere regionale Galeazzo Bignami e il consigliere di Castel Maggiore Leo Cataldo, ha sollevato il caso. Bignami comincia scherzandoci su (“Vorrei comprarmi la strada, metterci una sbarra e far pagare due euro ogni volta che passa il sindaco Monesi”) ma poi il berlusconiano si fa serio: “Non si è mai sentita una cosa del genere. Qui si tocca il punto piu’ basso della storia amministrativa”.
Tra l’altro il Pdl ha scoperto che sono almeno “una decina” le strade di Castel Maggiore di cui non è registrato il ‘passaggio di proprietà’ tra chi le costrui’ (al posto del pagamento degli oneri di urbanizzazione) e il Comune. E non vale, nel caso delle strade che vanno all’asta, invocare l’usocapione perchè di mezzo ci si è messo un fallimento e quindi il Comune, a detta del Pdl, avrebbe dovuto raddrizzare le antenne e cautelarsi. Ma l’atto che serve “non viene fuori o non c’è. E temo che non ci sia perchè non è stato fatto. Cosi’, per un errore tecnico del Comune, a pagare sono i cittadini”, attacca Bignami.
Il Pdl promette che seguirà l’asta per vedere chi compra e soprattutto che cosa i nuovi proprietari chiederanno al Comune. La perizia dell’architetto Gianluca Paoli sul valore dei terreni parla chiaro: un loro esproprio può arrivare ad 813.000 euro. Quindi, chi compra “cosa chiederà al Comune? Su questo vigileremo”, promette Cataldo. Ma la perizia dice anche altre cose che hanno fatto saltare sulla sedia il Pdl. Paoli era arrivato a stimare un valore di un milione che però, scrive, va ridotto “per le spese a cui ragionevolemente si andrà incontro per legali, tecnici e per il cosiddetto ‘contesto amministrativò nel quale difficilmente un operatore si metterà contro un sistema politico consolidato da decenni di continuata amministrazione per un valore, tutto sommato, non eccessivamente allettante”.
Quindi la stima di 813.000 euro può diminuire “per l’incertezza” sulla volontà del Comune di espropriare e per il “peculiare contesto politico-amministrativo”, tanto che Paoli dubita sull’opportunità di “reperire in zona un acquirente locale disposto a sobbarcarsi un lungo contenzioso con l’amministrazione”.
IL CAMPO IL PDL
Su Castel Maggiore il Pdl bolognese giura di avere nel cassetto documenti ancora più scottanti: “centinaia e centinaia di pagine” scritte da ispettori del ministero dell’Interno che hanno bussato alla porta del Comune dell’hinterland bolognese tra giugno e settembre. In quelle carte, dice oggi il consigliere regionale del Pdl Galeazzo Bignami, sarebbero elencate “gravi irregolarità amministrative sulla gestione del Comune” poi segnalate allo stesso Viminale, ma che sarebbero arrivate anche al ministero delle Finanze, alla Procura e alla Corte dei conti.
Bignami ha chiesto alla Regione di avere questo documento “e mi sono sentito rispondere che potrebbe esserci una indagine in corso”. Per cui, sfida direttamente il sindaco di Castel Maggiore, Marco Monesi: entro sette giorni renda pubblico il documento con l’esito dell’ispezione o lo fara’ lui anche a costo del rischio di essere denunciato per rivelazione di segreto istruttorio (nel caso appunto ci fosse una indagine).
La questione delle strade non ‘riscattatè dall’azienda che le costruì e che oggi è fallita, per Bignami “dice che ci sono amministrazioni del tutto incapaci, ma si inserisce anche in un filone di altre vicende per le quali tra giugno e settembre il Comune ha ricevuto la visita degli ispettori del ministero dell’Interno”. Quali? Bignami rinvia i dettagli ad una prossima conferenza stampa, ma qualche dettaglio lo anticipa: una segnalazione dell’Autorita’ di vigilanza sui lavori pubblici per l’appalto di una scuola affidato senza gara, la stessa scuola nella quale mancherebbe il piano di emergenza, oneri di urbanizzazione pagati con vecchi valori (“E sappiamo che la cosa è all’attenzione della Corte dei conti), concorsi per dirigenti di cui il Pdl ha anticipato l’esito.
“Noi abbiamo l’esito dell’ispezione, però deve renderlo pubblico Monesi oppure dica che c’è una indagine in corso e allora ci potremmo fermare per non violare il segreto istruttorio, ma se il sindaco non si esprime allora renderemo noi pubblica la cosa”, conclude il consigliere regionale Pdl.
IL COMUNE
L’ispezione ministeriale negli uffici del Comune di Castel Maggiore c’è stata: lo conferma lo stesso municipio bolognese impegnato adesso a ‘smontarè i rilievi espressi a seguito dei controlli. Al momento, però, non risultano all’amministrazione guidata da Marco Monesi, indagini in corso da parte della Procura o della Corte dei conti sulla base dei risultati dell’ispezione. “Attualmente- si legge in un comunicato stampa dell’amministrazione- il Comune sta producendo risposta documentata alle osservazioni del ministero e attendera’ le eventuali controdeduzioni” e forse anche per questo si ipotizza che le indagini non siano iniziate. Ciò detto, viene rigettata la richiesta del Pdl di rendere pubblici entro sette giorni i documenti con le osservazioni degli ispettori che, precisa il Comune, sono stati inviati dal ministero delle Finanze (oggi i berlusconiani parlavano di funzionari del Viminale, ndr). Il 12 ottobre scorso, il sindaco di Castel Maggiore ha convocato i capigruppo di tutte le forze in Consiglio comunale e li ha informati “dell’accertamento effettuato dall’ispettore del ministero delle Finanze, consegnando loro copia della documentazione”. Per cui oggi “non si comprende in base a quali elementi il consigliere Bignami accusi il sindaco di voler far passare sotto silenzio questo caso, in cui si pone solo una questione di riservatezza per i dati sensibili in esso contenuti”.
Secondo i berlusconiani, dalle carte emergerebbero irregolarita’ nella gestione dell’amministrazione, ma renderle pubbliche è impossibile perchè contengono dati sensibili, spiegano dal Comune.
“Al momento- si legge ancora nella nota del Comune di Castel Maggiore- riscontriamo il punto di vista espresso da un’ispezione del Ministero disposta a seguito del mancato rispetto del patto di stabilita’ nel 2009. Quando la situazione sotto il profilo tecnico amministrativo sara’ chiarita, potra’ essere oggetto di quella pubblica riflessione che l’amministrazione comunale di Castel Maggiore ha sempre promosso in tutti gli ambiti che le competono”.
Fonte Dire