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Terme di Porretta, Cgil e Cisl: "90 lavoratori senza stipendio"

Il caso

Mercoledì 8 febbraio ci sarà un summit in Provincia e lì le due sigle chiederanno "che la proprietà prenda degli impegni precisi"

Porretta Terme (Nicodemo Mele)
Porretta Terme (Nicodemo Mele)

Bologna, 31 gennaio 2012 - "Nonostante le rassicurazioni dateci dalla proprieta'", i 90 lavoratori delle Terme di Porretta (impegnati nello stabilimento e nell'"Hotel Delle Acque Natural") sono ancora senza lo stipendio di dicembre e senza la quattordicesima.

Eppure, non piu' tardi di otto giorni fa (il 24 gennaio), a Cgil e Cisl era stato confermato che queste quote di salario sarebbero arrivate ai dipendenti entro il 31 gennaio. Cioe' entro oggi. Cosi' pero' non e' successo ed e' per questo che le due sigle sindacali, con una nota congiunta, esprimono "grande preoccupazione per la situazione venutasi a creare nello stabilimento termale di Porretta Terme e nell'adiacente hotel". Ignazio Reina (Filcams-Cgil) e Silvia Pergola (Fisascat-Cisl) si dicono "ben consci delle difficolta' finanziarie nelle quali versa l'azienda a causa di debiti creatisi negli anni precedenti, ma ci preme sottolineare che, grazie all'impegno dei lavoratori nel 2011, lo stabilimento ha raggiunto notevoli risultati relativi alle presenze (+30%) nonche' al fatturato (3,5 milioni di euro circa contro i 3,2 preventivati)".

I sindacalisti rivendicano anche di aver "compreso il momento di difficolta'" chiedendo di riunire il tavolo di salvaguardia in Provincia, coinvolgendo il Comune di Porretta Terme e la Regione Emilia-Romagna. E dunque "risulta incomprensibile e scorretto questo atteggiamento da parte della proprieta' che ci rassicura sui pagamenti delle retribuzioni e sulle riaperture degli stabilimenti e la settimana successiva non mantiene la parola data senza un minimo di preavviso e in assenza di qualsiasi comunicazione".

Mercoledi' 8 febbraio ci sara' un summit in Provincia e li' Cgil e Cisl chiederanno "che la proprieta' prenda degli impegni precisi verso i lavoratori e a favore di una fondamentale attivita' turistica del territorio dell'Appennino", ma anche a Regione, Provincia e Comuni dell'Appennino di sforzarsi "per salvaguardare l'occupazione e l'indotto economico che deriva da questa attivita'". Ad oggi, sottolineano Reina e Pergola sono circa 90 i lavoratori coinvolti (63 fissi e circa 30 stagionali) che aspettano risposte. "Chiediamo una azione forte verso la proprieta' perche' mantenga le promesse fatte, verso le banche perche' non rendano vani gli sforzi fatti per rilanciare l'attivita' restringendo o annullando il credito e l'impegno nella ricerca di nuovi imprenditori che investano sull'attivita'", aggiungono i due sindacalisti.

Fonte Dire

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