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E' morto il lupo Navarre Una favola senza lieto fine

Era stato salvato dalle gelide acque del Limentra

Curato e seguito dal centro di Monte Adone, stava per tornare alla vita dei boschi quando improvvisamente è deceduto

Il lupo ferito a Camugnano
Il lupo ferito a Camugnano

Bologna, 14 maggio 2012 -  E' improvvisamente morto il lupo Navarre, che quattro mesi fa fu salvato dalla acque gelide del Limentra, vicino a Camugnano. Il lupo, che fino a oggi è stato curato e accudito al Centro recupero fauna selvatica di Monte Adone, stava per tornare alla vita dei boschi quando improvvisamente è morto.

 

Dell’inaspettato epilogo dà notizia la Provincia di Bologna su Facebook: “Nonostante l’apparente miglioramento delle sue condizioni e il recupero sia comportamentale che fisico rilevato dalle telecamere che lo monitoravano giorno e notte nel nuovo spazio appositamente realizzato per lui nel centro di Monte Adone- si legge- alcuni giorni fa Navarre ha avuto un improvviso malessere”. Purtroppo a nulla è valso il tempestivo ricovero in una struttura del Centro, dove due veterinari dello staff lo hanno immediatamente soccorso. “In pochissime ore le sue condizioni si sono rapidamente aggravate nonostante le terapie intensive e la lunga rianimazione cardio-polmonare”. Non è ancora chiara la causa del decesso: ci sono in corso indagini necroscopiche per chiarire la sua morte, “che ha lasciato sorpresi e increduli tutti quanti hanno collaborato al suo salvataggio e alle successive cure”.

 

Il giovane lupo fu estratto ferito dalle acque del Limentra in gennaio, in stato di ipotermia e apparentemente privo di vita: a salvarlo furono la Polizia provinciale e agli operatori del Centro recupero fauna selvatica di Monte Adone. Colpito da 35 pallini di piombo e con gli arti posteriori semiparalizzati, grazie alle cure dei volontari e degli specialisti, il lupo maschio di cinque anni aveva riacquistato gradualmente coordinazione e sicurezza nei movimenti, seppure ancora insufficienti per il rilascio in natura. Il 25 aprile, poi, Navarre era stato trasferito nel nuovo vasto ambiente appositamente realizzato dal Centro di Monte Adone, “dove viveva in condizioni simili a quelle naturali, con un’area boschiva, una di prato, un rifugio con rocce naturali e una zona di abbeveramento”.
Proprio qui le telecamere che lo monitoravano continuativamente ne avevano rilevato l’apparente recupero, tanto che per lui si stava avvicinando il momento di tornare definitivamente in libertà. Dopo poco, pero’, è sopravvenuto l’improvviso decesso.
 

Fonte Dire

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