Speciale Santo Stefano

CRONACA

Tutti pazzi per i bomboloni
"Una fila così, neppure al Louvre"

Fino a domenica (dalle 15 alle 23), i maestri artigiani saranno in piazza Santo Stefano per vendere i dolci. In vendita anche una compilation di brani del musicista Lorenzo Visci, al fianco dei pasticceri per animare le giornate

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Bologna, 15 maggio 2011 - SARÀ STATO il profumo, irresistibile fin quasi da piazza della Mercanzia; oppure il passaparola tra la gente di Bologna, col cuore grande e... la forchetta facile. Sta di fatto che la seconda giornata dei ‘Bomboloni per Santo Stefano’ è stata, senza falsa prudenza, stupefacente.
Fin dall’apertura delle 15 un fiume di gente ha letteralmente invaso il ciottolato delle Sette Chiese per assicurarsi il ghiotto bombolone alla crema. Alle 17, non c’era verso di mordere il goloso obiettivo senza attenderlo per mezz’ora e 50 metri di fila, estesa fino oltre metà piazza. Dom Ildefonso Chessa è l’immagine della soddisfazione. Accompagna con lo sguardo il flusso di persone davanti al banchetto, e ammette: «Le parole si sprecano.

IL BOMBOLONE attrae a tutte le età, ma la solidarietà e il richiamo esercitato dalla basilica in difficoltà sono commoventi». Tiene a ringraziare «con tutto il cuore» le donne e uomini impegnati «gratis e infaticabilmente» nel laboratorio a lato della chiesa, nonostante ciascun pasticciere abbia naturalmente la propria azienda da seguire.
Il numero uno dei Panificatori bolognesi e il direttore di Confcommercio Ascom, Giancarlo Tonelli, sgranano gli occhi: «Cinquanta metri di coda in fila per tre, neanche al Louvre — esclama Tonelli —. Questa grande partecipazione ripaga tutti». E Mafaro: «Abbiamo prodotto 500 chili di crema, per oltre 5.000 (ma il numero non è ancora quello definitivo) ‘bombe’ vendute a due euro ciascuna». I conti sono presto fatti. Giunge sul sagrato anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, impressionato da «Questa cosa meravigliosa!», rimarca lui stesso senza mezzi termini.

TRA LE PERSONE che hanno superato la prova di pazienza della coda c’è Loretta Pasquali, venuta da Ravenna con le sue amiche, perché ha letto sul Carlino che oggi poteva unire l’utile al (gustoso) dilettevole. «Ho sparso la voce e ci siamo ritrovate a Bologna a dare una mano — racconta —, per quel che possiamo alla basilica di Santo Stefano. Questo posto mi stringe il cuore».
Quando alle 20 parte il concerto del giovane musicista Lorenzo Visci, la piazza è ancora piena in cerca dei magnifici bomboloni. Tutti sanno che c’è tempo fino alle 23 per pensare ad un ‘secondo giro’ ascoltando le melodie per Santo Stefano della brillante rock band ‘Quelli di Bologna’. Oggi, ultimo giorno. Da non perdere.