Bologna, 25 agosto 2017 – Cinque titoli tra fiction e documentari, una premiazione culto e un party, per celebrare la nascita della coolness, ovvero dello stile che ha influenzato la cultura giovanile di tutto il mondo. I Wonder Picture arriva in Laguna con una bella agenda di appuntamenti e film in concorso, guidata da Andrea Romeo, il direttore del Biografilm da cui la casa di distribuzione nasce, che ce la racconta col solito entusiasmo. Dal 2014 I Wonder concorre a Venezia, da dove si è portata a casa il Gran Premio della giuria con The Look of Silence di Joshua Oppenheimer proprio quell’anno e il Premio Orizzonti nel 2016 con ‘Liberami’ di Federica di Giacomo. Tra i film in concorso quest’anno ‘Nico, 1988’ di Susanna Nicchiarelli, dedicato alla ‘sacerdotessa delle tenebre’, come veniva chiamata la voce del primo album dei Velvet Underground, che nella sua ultima tournée, quell’anno, passò anche da Bologna al Made in Bo. Il lungometraggio apre in prima mondiale, mercoledì 30 agosto, in Sala Darsena, il concorso di Orizzonti.

Portate a Venezia cinque titoli che sembrano raccontare molto bene la filosofia di ‘I Wonder’, ce ne parla?
«E’ una scelta che racconta le tante strade che possiamo seguire e che caratterizzano da sempre la nostra ricerca. Possiamo permetterci di andare dal capolavoro Hannah di Andrea Pallaoro che sarà nel concorso principale, al documentario di un grande maestro come Frederick Wiseman sempre in concorso con Ex Libris: The New York Public Library, fino ai temi di cultura pop trattati dalla fiction Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli e dal documentario di David Batty My Generation fuori concorso e lo sguardo del tutto originale sulla crisi economica degli ultimi anni di Happy Winter, esordio di Giovanni Totaro, sempre fuori concorso».

Il film su Nico e quello dedicato alla Swinging London permetteranno, un po’ come succede al Biografilm, di farsi un’idea o di approfondire un periodo d’oro della cultura contemporanea. Anche in questo non vi smentite.
«Il documentario su Nico, che mi ha commosso e interessato, è un racconto molto umano su Christa Päffgen, in arte Nico, musa di Warhol, dopo la stagione pazzesca newyorkese con i Velvet Underground. La regista, che fa vero cinema ‘biografilmico’, racconta un momento intimo dell’ultima tournée, appena prima della sua morte. My Generation racconta invece la nascita del cool con la Swinging London e ha come voce narrante quella di Sir Michael Caine che il 5 settembre premieremo con il Celebration of Lives Award, il premio che Biografilm Festival dedica ai grandi narratori, durante il The Birth of Cool 5 o’clock Party al Lexus Lounge.

‘Hannah’ sembra invece essere il cavallo di battaglia, con una strepitosa Charlotte Rampling. Cosa le è piaciuto di questo film?
«Il film, per me un capolavoro, indaga il confine delicato tra l’identità del singolo, le relazioni umane e le pressioni sociali e l’ho adorato perché ha una qualità rarissima di sviluppo del personaggio. Mi ha fatto scoprire un autore in cui credo moltissimo e con cui sento grande affinità».

Quando si vedranno a Bologna i film di Venezia?
«Presto, dopo il festival penseremo infatti agli eventi di lancio, ma sempre nella serata della premiazione di Sir Michael Caine presenteremo il progetto di I Wonder Stories dedicato ai film-evento, che da ottobre porterà otto titoli in 100 sale italiane per due giorni, testimoniando la nascita della piattaforma costruita da Biografilm e I Wonder con Sky Arte HD e Radio Due».