Bologna, 21 settembre 2017 . C’è una Bologna, quella degli ‘orchestrali’, come cantava Francesco de Gregori in ‘Viaggi e miraggi’, che ha segnato, e continua a farlo, la vita non soltanto artistica, ma anche sociale della città. Una geografia dei suoni sempre in movimento, fatta di club, osterie, sale prove e, naturalmente, studi di registrazione. Una energia creativa che, dal 1976, gravita intorno alla Fonoprint di via Bocca di Lupo, dove hanno inciso dischi memorabili artisti come Luca Carboni e Lucio Dalla, gli Stadio e Samuele Bersani. E, siccome la memoria ha un senso solo se sostenuta dall’attualità, oggi lo spazio, dal 2015 acquisito e gestito dall’imprenditore Leopoldo Cavalli, è diventato il centro di un visionario esperimento di ricerca di giovani talenti che, da ogni angolo d’Italia, vedono proprio in Bologna il riferimento obbligato, necessario, per dare una svolta importante alla loro carriera.

Così è nato Bma, Bologna musica d’autore, una lunga e meticolosa esplorazione della scena della canzone d’autore nazionale. Un concorso aperto a chiunque, in un’età compresa tra i 16 e i 36 anni, componesse musica e testi originali, e che, dopo una lunga serie di selezioni, arriva adesso alla serata finale. Il 7 ottobre (ore 21), sul palco prestigioso del Teatro Il Celebrazioni (Via Saragozza, 234) si esibiranno infatti 9 finalisti, scelti tre le centinaia che hanno inviato le proprie composizioni.

Venti di loro erano stati invitati negli studi a eseguire dal vivo i loro brani durante le semifinali che si sono tenute a fine luglio Tra questi, una giura di professionisti (composta, tra gli altri, da Guido Elmi, il produttore di Vasco Rossi, scomparso prematuramente) ha individuato quelli che ascolteremo il 7. Dal pop al rock, dal cantautore alle band con un sentire etnico, viene rappresentata, in tempo reale, l’evoluzione contemporanea del nuovo suono italiano che sceglie di seguire, per farsi conoscere, la via non facile dei concerti dal vivo.

Una serata che sarà aperta da Luca Carboni, artista simbolo dell’identità musicale bolognese, legato fortemente ai panorami e alle sensazioni, ai colori e alle atmosfere di una città che ritorna di frequente nei suoi testi. Chiuderà Gaetano Curreri, fresco dell’assegnazione del Premio La strada del jazz, impegnato nella preparazione dei concerti per i quarant’anni di carriera degli Stadio.

In mezzo, intervallati da un omaggio a Guido Elmi, i nove talenti, ai quali si aggiungerà un decimo nome ripescato tra gli 11 rimanenti. Per chi vince, è pronto un contratto discografico ed editoriale per Fonoprint (che è adesso anche casa discografica, ha pubblicato Al centro esatto di una nuvola, l’album d’esordio di Carmen Alessandrello e ne ha in programma altri).

Verranno anche assegnati i premi per il miglior testo e la migliore musica (2.500 euro ognuno). D’eccezione la giuria, con nomi come il musicista Carlo Marrale, il giornalista del Quotidiano Nazionale Marco Mangiarotti e quella di Radio Bruno Alessia Angellotti, Vittorio Corbisiero per Fonoprint, Claudio Ferrante di Artist First, il musicista Antonello Giorgi, Roberto M. Razzini della Warner, Stefano Senardi, produttore e talent scout, Antonio Vandoni, direttore Artistico di Radio Italia, Riccardo Vitanza, fondatore di Parole e Dintorni, ufficio stampa delle principali star musicali in Italia e Andrea Vittori di Ma9 Promotion. Conduce Red Ronnie, con una diretta streaming sui suoi seguitissimi canali social e su quelli Fonoprint. QN è media partner, dedicando ampio spazio all’iniziativa anche sul suo sito e presentando gli artisti arrivati alla finale.

Ecco i video di presentazione dei 9 finalisti:

Andrea Bolognesi
Nella scatola

Freschi Lazzi e Spilli
Quando Una Canzone Non Basta

Giulio Wilson
Mia bella ciao

Irene Scarpato
Call center

Marco D’Anna
Niente di particolare

Matteo Venturelli
Lenti colorate

MUD
L’amore non ha ragione

Simone Fornasari
Sinceramente

VHSUPERNOVA
Spirali d’inchiostro