Speciale Santo Stefano

MUSICA

Ricky Portera:
"Quelli di Bologna
sono nelle mie corde"

Il chitarrista parla del disco, in uscita da sabato 12, per i restauri della basilica di Santo Stefano: "Lo scopo nobile dell’iniziativa ha agevolato questi giovani artisti e li ha resi un gruppo"

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Bologna, 11 marzo 2011 - Ci sarà anche la potenza e la maestria della chitarra di Ricky Portera a dare man forte a Quelli di Bologna e al loro impegno a favore della Basilica di Santo Stefano. L’ultima iniziativa de il Resto del Carlino per salvare le Sette Chiese è approdata alla realizzazione del disco Quelli di Bologna per la Basilica di Santo Stefano in uscita da domani in abbinamento con il nostro quotidiano.

Nel cd, lo storico chitarrista di Lucio Dalla, nonché fondatore degli Stadio, ha messo lo zampino sotto forma di un suggestivo assolo di chitarra in conclusione alla rivisitazione del brano Hai scelto me di Zucchero. In quella che è una versione corale del pezzo, i sei artisti della compilation hanno unito le voci per realizzare, con Iskra Menarini, altra guest star del disco, e con la pennellata rock di Portera, un emblema della forza della collaborazione. «Proprio in questo — spiega Portera — sta il valore di quest’album: la musica, a contrario di quanto si pensi, è sempre stata motivo di non-aggregazione, di non-tolleranza. La musica allontana i musicisti fra loro perché difficilmente riescono a resistere al sentimento di concorrenza davanti a qualcuno più bravo. Lo scopo nobile della raccolta di fondi per il restauro della basilica ha invece dato una mano a questi giovani artisti a mettersi insieme e produrre qualcosa».

Il cd è infatti frutto del lavoro comune di sei cantautori bolognesi che sono, in rigoroso ordine alfabetico, Federico Aicardi, Manuel Auteri, Angela Finotello, Natale Plebani, Rumba de Bodas e Lorenzo Visci. Con loro, aggiunge Portera, «la collaborazione è nata in modo magico, sulla scia dell’amore comune per la musica e per Bologna, città che mi ha adottato fin da quando avevo quindici anni. Non sono bolognese ma ho iniziato a frequentare la città e a lavorare con musicisti locali ben presto... La sento come una casa e se, nel mio piccolo, posso fare qualcosa per salvare un pezzo della sua storia, lo faccio ben volentieri».

Tanto più se il lavoro è divertente e dà soddisfazioni: «Con Auteri — aggiunge il musicista — avevo già lavorato e c’è la mia chitarra nei suoi brani all’interno della compilation. L’album mi piace dall’inizio alla fine, i diversi generi musicali, dal cantautorato al blues alle presenze più ‘esotiche’, danno vitalità all’ascolto tenendo lontano il rischio della monotonia». Portera, che nel valore dello scambio e dell’interazione crede e investe molto (sta preparando un disco che prevede numerose «ospitate») fa una raccomandazione: «L’album va ascoltato con l’animo giusto, ponendo cioè l’orecchio alla passione in sottofondo per lo stare insieme» e a quella per la Basilica all’ombra della quale hanno fatto vibrare le prime corde.

Annalisa Uccellini