PalaDozza Attacco all'assessore Rizzo Nervo: "Troppi errori"
Bologna 8 luglio 2011 - IL COMUNE di Bologna convoca una conferenza stampa per chiarire alcuni aspetti sul PalaDozza e Claudio Sabatini la trasforma in una sorta di dibattito pubblico tra l’amministrazione e la Virtus. Il “casus belli” è la gestione dell’impianto affidata alla neonata Fortitudo Basket Bologna di Giulio Romagnoli. «Siamo solo all’inizio di un film — ha dichiarato il patron bianconero — mi si deve spiegare perché non si è proceduto a bando, quali garanzie ha dato Romagnoli o chi per lui per ottenere la gestione, e perché Sacrati è stato estromesso dall’associazione temporanea d’impresa, mentre Impresa Melegari e Ragni Costruzioni sono rimasti dentro e mantengono viva la convenzione».
A QUESTI interrogativi ha risposto l’assessore allo sport Luca Rizzo Nervo. «Melegari e Ragni hanno rispettato i loro compiti all’interno dell’ati. Sacrati non lo ha fatto ed è stato estromesso sia perché non aveva più una squadra professionistica, sia perché ha superato il vincolo secondo cui l’attività non sportiva all’interno dell’impianto non deve essere superiore al 40% del totale. Per accordi presi con la stessa società di Sacrati e con la casa madre la società di Romagnoli è la prosecuzione sportiva della Fortitudo. Entro il 30 giugno doveva acquistare un titolo professionistico e lo ha fatto, adesso attendiamo le decisioni della Fip sul suo trasferimento e poi entro il 30 giugno dovrà costituire una nuova ati con Melegari e Ragni ed eventualmente altri soggetti. Mantenere la convenzione viva, significa mantenere un diritto sul credito dei 6.4 milioni di euro». Il direttore del settore ambiente e sport Roberto Diolaiti ha spiegato come il Comune intende rientrare dei 6.4 milioni di euro spesi a causa della Fortitudo di Sacrati. «Intanto c’è una nostra domanda riconvenzionale al Tar che chiede a Sacrati e all’ati di saldare l’intera cifra. Come seconda strada disporremo che il debito sia diviso in ventesimi e che alla nuova associazione ne siano accollati 9, scadendo la convenzione nel 2020. Questi saranno garantiti con una fidejussione. Sulla volontà della Virtus di gestire l’impianto ricordo un colloquio privato in cui si diceva non interessata alla questione».
IMMEDIATA la replica di Sabatini: «Quell’incontro faceva parte di una trattativa, ma in questo campo fanno fede le richieste ufficiali. Prendo comunque atto che Romagnoli con i suoi 16 soci dovrà presentare una fidejussione di circa 3 milioni di euro per avere la gestione dell’impianto. Aggiungo che essendo dipinto di biancoblù, noi non ci possiamo giocare, sarebbe come chiedere ad un musulmano di entrare in San Petronio». Quella delle garanzie è un argomento molto delicato, in quanto anche Melegari e Ragni hanno presentato ricorso al Tar imputando solo alla Fortitudo il debito dei 6.4 milioni di euro e non riconoscendo, quindi, alcuna solidarietà nel debito. Inoltre nessuno vuole accollarsi il debito di Hera, neppure la Fortitudo di Sacrati che è titolare delle bollette. E così il PalaDozza continua a rimanere senza acqua e senza gas.
di Massimo Selleri