Bologna, 12 settembre 2017 - Nibali e Aru, Uran e Chaves, forse Landa e addirittura Quintana: non è il Giro d’Italia nè il Tour, ma il giro dell’Emilia che si corre il 30 settembre ed è stato presentato oggi in Regione, alla presenza del governatore Stefano Bonaccini. Speciale nella partecipazione, ancor più nell’edizione: è la numero 100, traguardo che al mondo solo le grandi classiche, come Sanremo, Rubè e Liegi, hanno raggiunto. «E infatti mi chiedo come mai questa gara non sia nel calendario d’elite», dice l’ex iridato Paolo Bettini, uno dei pochi grandi che non figurano in un albo d’oro che da Girardengo a Coppi, da Bartali a Merckx e da Bugno a Ivan Basso comprende tutte le grandi firme della storia del pedale.

Più lunga nel percorso (223 chilometri) per deroga della Federazione internazionale, vista l’occasione, la classica bolognese vedrà al via 25 squadre, la metà di prima fascia, e proporrà il tradizionale tracciato che da Casalecchio toccherà la provincia con traguardi speciali a Sasso davanti alla casa di Marconi e a Marzabotto in ricordo delle vittime della strage, prima del tradizionale e durissimo circuito finale di San Luca, che verrà affrontato cinque volte.

«Da anni mi chiedevo se sarei arrivato ad organizzare la centesima edizione, adesso quel momento è arrivato», le parole di Adriano Amici, che col Gs Emilia allestisce da quasi trent’anni l’evento. Da qualche stagion raddoppiato: per la quarta volta, sempre il 30 settembre, si correrà la prova femminile, con un percorso di pianura prima dell’unica decisiva ascesa a San Luca. Anche in questo caso, al via il Gotha del ciclismo donne.