New York (Stati Uniti), 7 novembre 2017 - Al di là della tensione, percepibile sul tracciato, per l’attentato del 31 ottobre, si aspettavano una maratona più soft, almeno dal punto di vista meteo. Nonostante tutto, però, i bolognesi hanno portato a termine con grinta la maratona di New York, anche se non sono mancati gli intoppi. Alberto Bonvento (Pontelungo), per esempio, avrebbe dovuto essere il miglior bolognese al traguardo. Transitato a metà percorso in 1h21,

Alberto è stato tradito dallo stomaco e dai crampi tra il ventitreesimo e il ventottesimo chilometro, chiudendo in 3h18.46. Il migliore, così è risultato Daniele Barbetti (Porta Saragozza), che ha chiuso in 3h04.28. Anche Daniele (in gara dopo aver superato la rottura del malleolo e dei legamenti della caviglia destra) ha sofferto per il freddo (e l’acqua gelida distribuita ai ristori): dal trentacinquesimo chilometri è iniziato il suo calvario.

Anche Daniele, stringendo i denti (tempra da karateka, essendo un tecnico dello Sport Village) non ha mollato. E al traguardo è stato accolto da Teresa Lopilato, bolognese, tra i volontari della maratona insieme con l’altro bolognese Pierpaolo Petrosino. Al traguardo anche l’allenatore di Daniele, Vincenzo Grande (4h23.46), costretto pure lui a stringere i denti per un problema al ginocchio e al menisco.

Arrivati anche Luca Landi (3h12.18), Fabrizio Zanni (3h25.39), Paolo Chiti (3h38.07), Stefano Musiani (3h43.06), Valentina Opisso (3h45.19), Paola Pasotti (4h10.57), Chiara Veronesi (4h41.21), Verona Restuccia (6h41.39). Il giorno prima della maratona, gara di tre miglia nella quale Gianni Bruzzi ha chiuso al secondo posto di categoria con il tempo di 18.01. In gara anche Paolo Natali, Ottavia Di Pasquale, Teresa Lopilato, Pierpaolo Petrosino e Silvia Marzot.

a. gal.