Bologna, 11 settembre 2016 – Il vento del Kenya soffia forte e impetuoso sulla edizione numero quindici della Run Tune Up (la classifica), da questa stagione griffata UniSalute. Tre keniani ai primi posti nella classifica maschile, tre keniane tra le donne. Il primo marocchino è quarto al traguardo, Hicham Laquouhi, costretto a chiudere alle spalle del terzetto composto da Andrea Kwemoi Mang’ata, Dennis Kipkorir Rutoh e Paul Tiongik. Tra le donne, invece, c’è più gara, i distacchi sono minimi e Pauline Eapan precede di un soffio Pauline Naragoi Esikon. Più staccata, invece, Ruth Chebitok. Il primo italiano al traguardo è un vicentino, Michel Casolin, che nella vita di tutti i giorni è un geometra e che gareggia con i colori del bolognesissimo Gruppo Sportivo Gabbi.

Uno spettacolo alla partenza in via Rizzoli, con le Due Torri, sullo sfondo, che sembrano messe apposta per proteggere i 4.300 partecipanti della mezza maratona di Bologna. La macchina organizzativa del Circolo Ghinelli di Gino Mazzetti, sotto la guida di Stefano Soverini, non sbaglia un colpo. Tante gente, tanto sole. Forse pure un po’ troppo. L’afa e l’umidità, come ricorda Laura Fogli, che corre insieme con Gianni Morandi (l’artista di Monghidoro si ferma dopo poco più di dieci chilometri, perché sceglie la mezza più mezza), tagliano un po’ le gambe e impedisce ai keniani di fare un tempone. Ma non mancano i motivi per sorridere, per correre in allegria. Per lanciare messaggi di speranza.

E’ il caso di Leonardo Cenci, 43 anni perugino, al quale quattro anni fa furono diagnosticati solo quattro mesi di vita. Leonardo con le sue metastasi e il suo sorriso contagioso, corre insieme con Laura Fogli, chiude in 1 ora e 54 e lancia il suo messaggio di speranza. “Andro a New York – dice – voglio battere il primato di un atleta al traguardo con tumore in atto. Voglio correre in cinque ore. So che il buon Dio mi aiuterà. Mi ha dato l’opportunità di lottare, mi ha dato la possibilità di emozionarmi davanti all’applauso di tutta questa gente. Ce la farò”. Più di tre minuti di applausi per Leonardo, che commuove per la sua storia, per lo spirito con cui lo prende in contropiede le metastasi, lottando, sudando, accettando di soffrire. E portando in giro con orgoglio il suo messaggio. Il vento del Kenya soffia sempre impetuoso, ma la storia di questo straordinario e coraggioso ragazzo di 43 anni, è la favola più bella raccontata dall’edizione numero quindici di Run Tune Up UniSalute.