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Antonio Buscé: "Questo Bologna
per me è come una famiglia"

Il centrocampista rossoblù racconta del suo impatto positivo con la città e con i compagni: "C’è gente con la testa sulle spalle, altrimenti non avremmo fatto così bene in questi due mesi"

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Bologna, 10 marzo 2010 - Antonio Buscé, l'eroe della partita contro la Juventus, è sempre più il simbolo della rispresa del Bologna, sancita dalla vittoria contro il Napoli. Il centrocampista ha risposto alle domande dei tifosi sul sito ufficiale della squadra.
 

Per prima cosa ha parlato dell'impatto positivo con la città: "Quando sono arrivato a Bologna, ho subito avuto un impatto molto positivo. Avevo sentito per radio la cronaca della sconfitta interna contro il Cagliari e all’indomani ho apprezzato il fatto che i giocatori si confrontassero in spogliatoio sugli errori commessi e i motivi del passo falso: quando durante la settimana vedi la squadra così sul pezzo, impegnata a capire, migliorare e venire in tutti i modi a capo di una situazione negativa, significa che nel gruppo ci sono valori. E questi valori hanno portato a risollevare la squadra da una posizione di classifica che non meritava."
 

Buscé traccia un bilancio molto positivo della squadra e della società e sulla coincidenza fra il suo arrivo e i risultati positivi del gruppo di Colomba ha spiegato: "Se le cose sono andate in questo modo, dipende dal fatto che qui ci sono giocatori con la testa a posto, una società seria e un allenatore che trasmette tranquillità al gruppo. Questo Bologna è come una famiglia. Ora abbiamo messo qualche punto in più nella nostra classifica, ma penso che chi era qui da prima di gennaio abbia inghiottito anche bocconi amari e a nessuno fa piacere tornare lì. In questo Bologna c’è troppa gente con la testa sulle spalle, altrimenti non avremmo fatto così bene in questi due mesi. In più, penso che quando il ferro è caldo bisogna batterlo: indipendemente dai risultati, penso che nessuno abbasserà la guardia fino alla fine del campionato".
 

Per quanto riguarda i prossimi incontri, invece, il numero 24 spiega: "Ora abbiamo la Sampdoria e le squadre allenate da Del Neri hanno sempre avuto il loro punto di forza sulle fasce: basti pensare al suo Chievo, con gente come Manfredini, Luciano, Semioli (che non a caso ha voluto anche alla Sampdoria) e lo stesso Lanna. Domenica noi cercheremo di limitare questa loro caratteristica: non dimentichiamo che anche noi sappiamo sviluppare un buon gioco sulle fasce laterali. Vedremo come andranno le cose: avrà la meglio chi sarà più bravo, avrà più forza fisica nelle gambe nell’arco dei novanta minuti e chi saprà sfruttare gli episodi favorevoli. Credo che sia una gara aperta ad ogni esito: una gara difficile, perché la Sampdoria sta facendo una grande campionato, ma anche noi siamo in salute, quindi non ci nascondiamo. E credo che possa essere una partita bella, divertente da giocare e da seguire e, perché no, anche con un po’ di spettacolo".


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