Bologna, 18 novembre 2010 - La Bologna calcistica trema. Il presidente rossoblù Sergio Porcedda è stato deferito dal procuratore federale della Figc Stefano Palazzi. Con lui anche la società (a titolo di responsabilità diretta) e l'amministratore delegato Silvino Marras.

A seguito di una segnalazione della Covisoc, la commissione di vigilanze e controllo sui bilanci dei club, i massimi dirigenti rossoblù sono stati sanzionati per "la mancata attestazione agli organi federali competenti dei pagamenti delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti per le mensilita’ di maggio e giugno 2010, nei termini stabiliti dalle disposizioni federali". Il club ora rischia seriamente la penalizzazione.

IN CASERMA. Questa mattina il presidente rossoblù si è presentato alle 13.30 al Comando Provinciale dei carabinieri di viale Panzacchi per sporgere denuncia spiegando i fatti per cui è arrivato a non pagare gli stipendi. Comunque per parlare di garanzie bancarie che Porcedda avrebbe avuto a sua volta e non onorate, mettendolo cosi' in condizioni di non rispettare gli impegni presi con l'acquisto del Bologna.

Prima di presentarsi in caserma, il patron aveva avuto un incontro con il suo entourage. Bocche cucite sui contenuti della denuncia e anche nei confronti del destinatario. Dopo tre ore, all'uscita il patron rossoblù, circondato dai giornalisti, si è trincerato dietro un classico "non parlo", specificando però che non c'entrano le fidejussioni. "E' solo colpa mia; sono cose che possono capitare nella vita. Non c'è nessun disegno. Con i Menarini siamo ancora fidanzati".  

CAPITOLO IRPEF. Oggi era l'ultimo giorno utile per pagare i 3 milioni di Irpef a cui sii è aggiunto il mancato pagamento degli stipendi arretrati (in questo caso quelli di luglio, agosto e settembre per un valore di 6,5 milioni). Non avendo saldato il debito, ora la squadra rischia seriamente la penalizzazione di meno 4 punti in classifica. Un’altra ferita aperta, un altro concreto rischio di penalizzazione. Meno uno, a chi non paga le tasse. Sommati ai tre che verosimilmente arriveranno per la questione-stipendi, sarebbero quattro. La classifica del Bologna, oggi tranquillizzante, si trasformerebbe in una montagna da scalare sotto continue raffiche di vento e con il dubbio che, strada facendo, la vetta invece che avvicinarsi si allontani sempre di più. Preoccupazione per i giocatori e tensione fra i tifosi (circa un centinaio si erano riuniti a Casteldebole).

ORE 18 CONFERENZA STAMPA DEI MENARINI. Gli ex proprietari e ora soci al 20% convocano una conferenza stampa per spiegare le loro ragioni.  ''Doveva subentrare nelle nostre fidejussioni, depositate in lega per 10 milioni, gia' a luglio. Potevamo denunciarlo per inadempienza - dice Renzo Menarini-  non lo facemmo nella certezza e poi nella speranza che le dilazioni fossero dovute solo da difficolta'
temporanee. Ora non lo faremo per il bene del Bologna e della città". A parlare sono Renzo e Francesca Menarini, ex proprietario ed ex presidente del Bologna Fc (ora soci al 20% del club rossoblù). I due hanno convocato una conferenza, dopo che è giunta la conferma dei deferimenti. "Finora Porcedda - spiegano i Menarini - rispondeva con orgogliosa autosufficienza, oggi era piu' flessibile. Ma di fallimento non vogliamo nemmeno sentirne parlare". Nessuna ipotesi di un ripensamento: "Noi in sella alla società non ci torniamo. Siamo tenuti solo ai 10 miliondi fidejussione, in cambio abbiamo solo una garanzia personale, una cambiale da tre milioni''. I Menarini tracciano la linea da seguire: "E' chiaro che una soluzione non traumatica puo' arrivare solo dall'ingresso di nuovi proprietari o nuovi soci". E tendono la mano al patron rossoblù: "Lo aiuteremo a trovare un nuovo acquirente". Intanto i giocatori, che non hanno ancora ricevuto gli stipendi da luglio a settembre, tengono le bocche cucite.

 

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