Un altro punto in trasferta. Un altro successo mancato. A Lecce un Bologna tatticamente uguale a quello di Napoli e Roma. E uguale è stato anche il risultato. Terzo pareggio consecutivo fuori casa, Lecce che rimane a cinque punti di distanza e salvezza che poco alla volta si avvicina. Il Bologna deve scegliere: o rischia di più, nel tentativo di esaltare Ramirez, Di Vaio e compagnia oppure, come sta facendo in queste settimane, rinuncia ad essere una squadra d'attacco e si limita a evitare i danni.
Tutto sommato, la scelta all'insegna della prudenza effettuata da Pioli ha un senso: al tecnico hanno chiesto la salvezza? Certo, che cos'altro se no. Bene: lui alla salvezza mira e ha trovato la formula che certo non la garantisce, ma che la rende assai probabile.
Ora sta a lui, all'allenatore, stabilire se convenga tenere la squadra al riparo dalle bufere che ha subito nelle prime giornate di campionato o se sia arrivato il momento di pensare a qualcosa che possa esaltare anche i giocatori che avrebbero la capacità di vincere qualche partita, se fossero messi nella condizione di incidere e non solo in quella di inventarsi qualcosa, quando il pallone è fra i piedi rossoblù.
Per ora va così: che Ramirez, Diamanti, Di Vaio e Acquafresca sono attaccanti al servizio di un impianto prettamente difensivo. Magari fra qualche settimana, quando quota 40 sarà ancora più vicina, saranno i mastini di centrocampo e i difensori a mettersi al servizio dei goleador. Intanto, basta non meravigliarsi se Ramirez viene abbattutto regolarmente nei suoi vani tentativi di andare palla al piede dalla linea di centrocampo fino alla porta avversaria e se Di Vaio segna una volta sì e tre no.
di STEFANO BIONDI