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Portanova: "Una pugnalata non essere stato chiamato a presentare le maglie"

Calcioscommesse

Conferenza stampa a Casteldebole aperta ai tifosi dopo il deferimento per illecito sportivo

di Gianmarco Marchini

Daniele Portanova e l'avvocato Gabriele Bordoni (Schicchi)
Daniele Portanova e l'avvocato Gabriele Bordoni (Schicchi)

Bologna, 30 luglio 2012 - Daniele Portanova ha parlato (guarda le foto). Ha raccontato la sua verità sulla brutta  vicenda del calcioscommesse che lo vede deferito per illecito sportivo.  Portanova sa che rischia una lunga squalfica (da 1 a 3 anni) e ha chiesto che la conferenza stampa fosse aperta anche ai tifosi. E loro, i primi a volere e meritare delle risposte, hanno risposto all'appello. Dentro la sala stampa erano una ventina, tra i membri della curva e ragazzini venuti a vedere un loro idolo.

"Questa vicenda è una cosa che mi ha fatto male - ha esordito Portanova -. Per sette mesi sono stato sempre in silenzio per rispettare i giudici. Ora è il momento di parlare, e voglio farlo guardandovi negli occhi": così ha esordito il calciatore, che ha continuato: "Mia moglie è stata minacciata, prima ancora che fossi indagato. Ho capito che sto sui coglioni a sette persone su dieci. Quello che è successo a me avrebbe fatto cadere anche un mammut".

"Non c'è mai stata una proposta per falsificare la partita. Ho sempre odiato questo tipo di cose, non ho mai scommesso. A mia moglie è stato lanciato un perizoma, mio figlio non voleva più andare a scuola. Marco (Di Vaio, ndr) è stato deferito per una chiamata che non ha mai ricevuto. Mi interessa solo il bene del Bologna. Ora sto prendendo gli schiaffi e Dio mi dà la forza di sopportare. Ma arriverà il momento di vendicare le lacrime di mia moglie e dei miei figli"

"Spero che la Procura indaghi e trovi il colpevole, ma non sono io. Io sto difendendo la mia dignità, non sono qui come giocatore".

L'intervento dell'avvocato Gabriele Bordoni: "Nei processi sportivi l'eleganza non esiste, non c'è un elemento che gravi su Daniele. Palazzi si dimentica di intercettazioni che smentiscono questi signori. Uno dei due scommettitori dice che con Portanova si erano accordati per il 2-1 del Bari, l'altro disse per il 3-1 per il Bologna. Questi due signori non si sono neanche messi d'accordo. E questa sarebbe l'unica accusa su Daniele?".

Ritorna a parlare Portanova: "Non patteggerò. Ho sempre pensato che anche un giorno di squalifica sarebbe stato ingiusto. Non ho mai pensato ai soldi, ma sempre e solo a onorare la maglia. Ho letto tante cose brutte, sono andato a leggere tutto, anche nei forum su Internet. Che cosa ho fatto di male? Voglio capire perché mi sta piovendo addosso tutto questo. Sono il leader solo quando le cose vanno male, quando andavano bene era solo Di Vaio. L'unica cosa che dovevo ribattere a Marco è che tutti i giocatori si lamentavano che gli era stato fatto un contratto che ha destabilizzato l'ambiente, perché era stato fatto nel momento sbagliato. E questo gliel'ho detto in faccia, sotto la doccia. Quando vedrò Di Vaio a Roma cosa farò? Io andrò sempre a testa alta".

Si aspettava una difesa migliore dal presidente? "La sua è stata una reazione istintiva. La vera pugnalata è stata non essere chiamato per la presentazione delle maglie. E' stata una mazzata. Con Guaraldi mi sono chiarito e credo che loro ora siano dalla mia parte. Non ho paura di nessuno perché difendo la verità".

Il difensore rossoblù si è soffermato sul futuro: "Ho ancora lo spirito di un bambino che sogna di giocare a pallone. Ho ancora tanto da dare, anche come testa. Tutto questa storia non ha intaccato la mia voglia". Se si è rotto qualcosa con il Bologna? "Non so spiegarvi - ha detto Portanova -, non so se si è rotto qualcosa... so solo che ho sofferto tanto". L'ultima battuta è per la Procura di Bari. "Li ringrazio perché è merito loro se ora so chi mi vuole bene e chi no".

di Gianmarco Marchini

FOTO Daniele a Casteldebole per raccontare la sua verità

VIDEO Guarda e ascolta la conferenza di Portanova

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